Interviste Radiofoniche

L'Intervista del 2013

La Casa di Cura convenzionata Nuova Villa Claudia, nell'ottica di avvicinare il mondo sportivo alla prevenzione, ha deciso di sponsorizzare la societa' sportiva Lazio del Pentathlon moderno. Grazie alla collaborazione del presidente Maurizio Andreozzi e dello staff di preparatori atletici e' iniziata una campagna di prevenzione

"Benessere, Sport e Prevenzione"
Gli atleti del Pentathlon verranno sottoposti a visite preventive per la valutazione precoce di problematiche osteoarticolari e muscolari che possono essere sviluppate dall'atleta. Per informazioni sul programma di prevenzione "benessere, sport e prevenzione" e' possibile telefonare al numero 06.36.79.75.60 Per informazioni sulle attivita' di pentathlon moderno e' possibile contattare il sig. Maurizio Andreozzi al numero 06.36.85.66.62 oppure 335.83.73.584 oppure clica su www.fipm.it

LA MEDICINA DELLO SPORT: L'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE
In Italia la tutela della salute dell'atleta risale al 1950. Nel 1996 il ministero della sanita' per uniformare il comportamento delle Regioni ha emanato la circolare 18/03/1996 n. 500.4, "Linee guida per un'organizzazione omogenea della certificazione di idoneita' alla attivita' sportiva agonistica". Nella regione Lazio l'anno dopo usci' la Normativa 24/97 per la "Tutela sanitaria delle Attivita' Sportive" ancora piu' completa nella sua elaborazione ed attuazione. La Normativa vigente sottolinea l'importanza della Medicina dello Sport distinguendo chi vuole praticare attivita' agonistica facente parte di una federazione sportiva nazionale o di un ente sportivo riconosciuto e chi vuole semplicemente praticare attivita' sportiva non agonistica presso qualsiasi struttura sportiva. Per i primi e' necessario un certificato di idoneita' sportiva agonistica, mentre per i secondi basta un certificato di buona salute (o certificato di idoneita' sportiva non agonistica). E' importante che la visita venga effettuata in una struttura sanitaria adeguata e conforme alle normative vigenti e che operi un medico specialista in medicina dello sport iscritto all'Albo regionale degli Specialisti ed avente il proprio Codice Identificativo Regionale.

La visita di Idoneita' Sportiva Agonistica comporta:
Visita medica completa (Esame Obiettivo, Pressione Arteriosa, Peso/Altezza,Visus) Spirometria
Esame completo delle urine
Elettrocardiogramma a riposo
Elettrocardiogramma dopo step-test

La spirometria
I volumi polmonari richiesti per legge sono la capacita' vitale lenta (VC) o forzata (FCV), il volume espiratorio massimo/sec. (VEMS o FEV1), la massima ventilazione volontaria (MVV). La capacita' vitale e' il massimo volume d'aria che puo' essere espulso da una espirazione massimale preceduta da una inspirazione massimale. Il volume espiratorio massimo/sec. e' il massimo volume d'aria che il soggetto riesce a espirare nel primo secondo di un'espirazione forzata. Si definisce poi l'indice di Tiffenau (VEMS/CV) che in un soggetto sano e' attorno all'80%: il significato dell'indice e' che nel primo secondo di un'espirazione forzata si dovrebbe espirare l'80% di tutta l'aria espirata. Dall'esame dei flussi polmonari si desumono poi ulteriori informazioni sulla funzionalita' delle vie aeree.

L'ECG dopo sforzo
Per l'ECG a riposo, rimandiamo all'articolo corrispondente. Quello sotto sforzo di solito si esegue usando un cubo (metodo Montoye) adattato al sesso e all'altezza (da 30 a 50 cm). Il soggetto deve salire per 30 volte al minuto per 3 minuti. Alla fine della prova viene registrato l'ECG dopo sforzo con la misura della frequenza cardiaca da 60" a 90" dalla fine dell'esercizio. Cio' consente di calcolare l'IRI (indice di recupero immediato) che da' una grossolana stima della funzionalita' cardiovascolare del soggetto (piu' basso e' il valore della frequenza migliore e' l'efficienza perché si e' recuperato prima). In genere la visita o l'ECG possono indurre lo specialista a richiedere esami integrativi di II° livello per fugare ogni dubbio sull'idoneita' dell'atleta, quali:

Test da sforzo massimale
Puo' essere eseguito in vari modi a seconda del carico massimale e del mezzo usato, il cicloergometro o il tapis roulant. In genere il carico viene incrementato a intervalli di tempo fissi sino ad arrivare a esaurimento muscolare o alla massima frequenza cardiaca teorica. Nel cicloergometro si utilizzano fasi di 2-3' con incrementi dai 25 ai 50 watt per ottenere i quali si aumenta la resistenza alla pedalata con una frequenza della stessa intorno alle 60-70/ min. Se si impiega il tapis roulant in genere non si usano protocolli come quello a sette stadi di Bruce che aumentano progressivamente la pendenza (fino al 22%!) perché la corsa diventa troppo innaturale. Si preferisce aumentare la velocita' di corsa con pendenze dell'1-2%. Oltre all'ECG si registra la pressione arteriosa.

Ecocardiografia
L'ecografia cardiaca consente di avere informazioni su dimensioni, volumi, spessori delle cavita' e pareti atriali, ventricolari e aortiche, delle valvole cardiache (di cui e' possibile valutare anche l'efficienza) e sulla direzione e l'entita' dei flussi cardiaci. Si basa sul principio per cui gli ultrasuoni emessi da una sonda penetrano i tessuti biologici e sono da questi assorbiti o riflessi in base alle caratteristiche del tessuto stesso.

Elettrocardiografia dinamica (Holter)
Praticamente si tratta di un elettrocardiogramma eseguito per 24 ore (o 48) con un sistema portatile di registrazione. Il soggetto lo porta durante la normale attivita' giornaliera, attivita' sportiva inclusa. L'Holter consente di rilevare aritmie, disturbi della conduzione atrio-ventricolare o intraventricolare, della ripolarizzazione ventricolare ecc.

La visita di Idoneita' Sportiva non Agonistica comporta:
Visita medica completa (Esame Obiettivo, Pressione Arteriosa, Peso/Altezza,Visus)
Esame completo delle urine
Elettrocardiogramma a riposo

Inoltre il progetto "SPORT, BENESSERE E PREVENZIONE", studiato dall'equipe della Medicina dello sport della Casa di Cura Nuova Villa Claudia, in collaborazione con lo staff dei preparatori atletici della A.S. Lazio Pentathlon Moderno, prevede anche l'effettuazione gratuita delle seguenti valutazioni:

Valutazione posturale
La postura e', in senso generico, la posizione del nostro corpo nello spazio. Una corretta postura corrisponde ad un idoneo allineamento scheletrico che non generi tensioni muscolari e quindi sovraccarichi articolari. La postura e' la risultante di tutte le informazioni somato-sensoriali estero e propriocettive che riceviamo dall'ambiente circostante, pertanto e' fondamentale averne cura. Una valutazione posturale deve porsi come obiettivo primario quello di evidenziare in maniera chiara i vari squilibri della muscolatura tonico-posturale. Non ci si limita percio' alla sola valutazione delle simmetrie dei vari reperi corporei (filo a piombo eccetera), ma si devono attuare tutta una serie di test, detti appunto "posturali", utili alla diagnosi.

Valutazione funzionale
La valutazione funzionale si propone di stimare la capacita' del soggetto a compiere una determinata tipologia di attivita' fisica con un sufficiente grado di efficienza, senza eccessiva fatica rispetto al lavoro fisico richiesto e con un rapido ristoro dopo la prestazione. In quanto sopra e' implicito anello il concetto di attitudine; e la capacita' a compiere un lavoro fisico complesso come l'attivita' sportiva implica il possesso della relativa validita' anatomica, funzionale e psichica.

Baropodometria BPE
Grazie a questa metodica e' possibile oggi fornire, oltre alla classica valutazione statica del soggetto, quella dinamica, indispensabile per comprendere a volte la patologia da sovraccarico funzionale, quella patologia cioe' che affligge la maggior parte dei praticanti lo sport.
L'Intervista del 2013

COSA FANNO?
Attivano ed accellerano i processi di riparazione del tessuto connettivale e dell'apparato locomotore

QUANDO UTILIZZARLI?
> PROCESSI INFIAMMATORI
> LESIONI OSSE: RITARDO CONSOLIDAZIONE (PSEUDO ARTROSI)
> LESIONI TENDINEE E TENDINITI
> LESIONI MUSCOLARI
> PATOLOGIE LEGAMENTOSE
> DEGENERAZIONI ARTROSICHE
> LESIONI DELLA CARTILAGINE

COME SI ESEGUONO?
Il Paziente deve eseguire un semplice prelievo di sangue.
L'ematologo del centro trasfusionale trattera' il sangue in modo da separare le varie componenti del sangue ed estrarre un concentrato piastrinico con siero contenente fattori di crescita. questo preparato viene infiltrato dal medico ortopedico nella zona da trattare.

QUANTE INFILTRAZIONI SI ESEGUONO?
Normalmente si eseguono almeno tre trattamenti a distanza di due settimane, sempre su indicazione dell'ortopedico dopo specifica visita.
L'Intervista del 2013

L'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE
In Italia la tutela della salute dell'atleta risale al 1950.
Nel 1996 il ministero della sanita' per uniformare il comportamento delle Regioni ha emanato la circolare 18/03/1996 n. 500.4, "Linee guida per un'organizzazione omogenea della certificazione di idoneita' alla attivita' sportiva agonistica". Nella regione Lazio l'anno dopo usci' la Normativa 24/97 per la "Tutela sanitaria delle Attivita' Sportive" ancora piu' completa nella sua elaborazione ed attuazione.
La Normativa vigente sottolinea l'importanza della Medicina dello Sport distinguendo chi vuole praticare attivita' agonistica facente parte di una federazione sportiva nazionale o di un ente sportivo riconosciuto e chi vuole semplicemente praticare attivita' sportiva non agonistica presso qualsiasi struttura sportiva. Per i primi e' necessario un certificato di idoneita' sportiva agonistica, mentre per i secondi basta un certificato di buona salute (o certificato di idoneita' sportiva non agonistica). E' importante che la visita venga effettuata in una struttura sanitaria adeguata e conforme alle normative vigenti e che operi un medico specialista in medicina dello sport iscritto all'Albo regionale degli Specialisti ed avente il proprio Codice Identificativo Regionale.

La visita di Idoneita' Sportiva Agonistica comporta:
Visita medica completa (Esame Obiettivo, Pressione Arteriosa, Peso/Altezza,Visus) Spirometria
Esame completo delle urine
Elettrocardiogramma a riposo
Elettrocardiogramma dopo step-test

La spirometria
I volumi polmonari richiesti per legge sono la capacita' vitale lenta (VC) o forzata (FCV), il volume espiratorio massimo/sec. (VEMS o FEV1), la massima ventilazione volontaria (MVV). La capacita' vitale e' il massimo volume d'aria che puo' essere espulso da una espirazione massimale preceduta da una inspirazione massimale. Il volume espiratorio massimo/sec. e' il massimo volume d'aria che il soggetto riesce a espirare nel primo secondo di un'espirazione forzata. Si definisce poi l'indice di Tiffenau (VEMS/CV) che in un soggetto sano e' attorno all'80%: il significato dell'indice e' che nel primo secondo di un'espirazione forzata si dovrebbe espirare l'80% di tutta l'aria espirata. Dall'esame dei flussi polmonari si desumono poi ulteriori informazioni sulla funzionalita' delle vie aeree.

L'ECG dopo sforzo
Per l'ECG a riposo, rimandiamo all'articolo corrispondente. Quello sotto sforzo di solito si esegue usando un cubo (metodo Montoye) adattato al sesso e all'altezza (da 30 a 50 cm). Il soggetto deve salire per 30 volte al minuto per 3 minuti. Alla fine della prova viene registrato l'ECG dopo sforzo con la misura della frequenza cardiaca da 60" a 90" dalla fine dell'esercizio. Cio' consente di calcolare l'IRI (indice di recupero immediato) che da' una grossolana stima della funzionalita' cardiovascolare del soggetto (piu' basso e' il valore della frequenza migliore e' l'efficienza perché si e' recuperato prima).

In genere la visita o l'ECG possono indurre lo specialista a richiedere esami integrativi di II° livello per fugare ogni dubbio sull'idoneita' dell'atleta, quali:

Test da sforzo massimale
Puo' essere eseguito in vari modi a seconda del carico massimale e del mezzo usato, il cicloergometro o il tapis roulant. In genere il carico viene incrementato a intervalli di tempo fissi sino ad arrivare a esaurimento muscolare o alla massima frequenza cardiaca teorica. Nel cicloergometro si utilizzano fasi di 2-3' con incrementi dai 25 ai 50 watt per ottenere i quali si aumenta la resistenza alla pedalata con una frequenza della stessa intorno alle 60-70/ min. Se si impiega il tapis roulant in genere non si usano protocolli come quello a sette stadi di Bruce che aumentano progressivamente la pendenza (fino al 22%!) perché la corsa diventa troppo innaturale. Si preferisce aumentare la velocita' di corsa con pendenze dell'1-2%. Oltre all'ECG si registra la pressione arteriosa.

Ecocardiografia
L'ecografia cardiaca consente di avere informazioni su dimensioni, volumi, spessori delle cavita' e pareti atriali, ventricolari e aortiche, delle valvole cardiache (di cui e' possibile valutare anche l'efficienza) e sulla direzione e l'entita' dei flussi cardiaci. Si basa sul principio per cui gli ultrasuoni emessi da una sonda penetrano i tessuti biologici e sono da questi assorbiti o riflessi in base alle caratteristiche del tessuto stesso.

Elettrocardiografia dinamica (Holter)
Praticamente si tratta di un elettrocardiogramma eseguito per 24 ore (o 48) con un sistema portatile di registrazione. Il soggetto lo porta durante la normale attivita' giornaliera, attivita' sportiva inclusa. L'Holter consente di rilevare aritmie, disturbi della conduzione atrio-ventricolare o intraventricolare, della ripolarizzazione ventricolare ecc.

La visita di Idoneita' Sportiva non Agonistica comporta:
Visita medica completa (Esame Obiettivo, Pressione Arteriosa, Peso/Altezza,Visus)
Esame completo delle urine
Elettrocardiogramma a riposo

Inoltre il progetto "SPORT, BENESSERE E PREVENZIONE", studiato dall'equipe della medicina dello sport della Casa di Cura Nuova Villa Claudia, in collaborazione con lo staff dei preparatori atletici della A.S. Lazio Pentathlon Moderno, prevede anche l'effettuazione gratuita delle seguenti valutazioni:

Valutazione posturale
La postura e', in senso generico, la posizione del nostro corpo nello spazio. Una corretta postura corrisponde ad un idoneo allineamento scheletrico che non generi tensioni muscolari e quindi sovraccarichi articolari. La postura e' la risultante di tutte le informazioni somato-sensoriali estero e propriocettive che riceviamo dall'ambiente circostante, pertanto e' fondamentale averne cura. Una valutazione posturale deve porsi come obiettivo primario quello di evidenziare in maniera chiara i vari squilibri della muscolatura tonico-posturale. Non ci si limita percio' alla sola valutazione delle simmetrie dei vari reperi corporei (filo a piombo eccetera), ma si devono attuare tutta una serie di test, detti appunto "posturali", utili alla diagnosi.

Valutazione funzionale
La valutazione funzionale si propone di stimare la capacita' del soggetto a compiere una determinata tipologia di attivita' fisica con un sufficiente grado di efficienza, senza eccessiva fatica rispetto al lavoro fisico richiesto e con un rapido ristoro dopo la prestazione. In quanto sopra e' implicito anello il concetto di attitudine; e la capacita' a compiere un lavoro fisico complesso come l'attivita' sportiva implica il possesso della relativa validita' anatomica, funzionale e psichica.

Baropodometria BPE
Grazie a questa metodica e' possibile oggi fornire, oltre alla classica valutazione statica del soggetto, quella dinamica, indispensabile per comprendere a volte la patologia da sovraccarico funzionale, quella patologia cioe' che affligge la maggior parte dei praticanti lo sport.
L'Intervista del 2013

Tecar(R), per la capacita' di ridurre significativamente i tempi di riabilitazione e recupero, ha trovato le sue prime applicazioni nel mondo dello sport: centinaia di squadre professionistiche la utilizzano per permettere agli atleti di recuperare in tempi brevi e consentire allenamenti senza interruzioni per incidenti, edemi o problematiche da sovraffaticamento. Grazie ai risultati sul campo e numerosi studi clinici, il passo dalla medicina sportiva al centro fisioterapico e' stato breve, fino a diventare una star della fisioterapia, proposta in un numero crescente di ambulatori e centri.

Tecar(R) e' una terapia semplice e non invasiva: sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa l'attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati piu' profondi. Grazie ai due sistemi, capacitivo e resistivo, la sua azione si puo' indirizzare alle fasce muscolari e ai sistemi vascolare e linfatico, o piu' in profondita' su tendini, articolazioni, legamenti, cartilagini e tessuto osseo.

E' possibile effettuare l'applicazione immediatamente dopo un trauma o nella fase acuta di un processo infiammatorio, garantendo cosi' buoni risultati in tempi molto rapidi; il dolore diminuisce sensibilmente gia' dalla prima seduta, e si puo' associare alla terapia manuale o ad altre tecniche riabilitative.

La Tecarterapia(R) e' particolarmente indicata per patologie riguardanti ginocchio, spalla, anca, caviglia, mani, colonna vertebrale, patologie dolorose infiammatorie osteoarticolari e muscolari, quali artrosi, lombalgie e sciatalgie, integrando l'intervento terapeutico nelle patologie osteoarticolari e muscolari cute e croniche.

Alcune tra le patologie piu' frequentemente risolte con la Tecarterapia(R)

Lesioni traumatiche acute
Contratture, stiramenti e strappi muscolari
Rachialgie
Postumi di fratture
Artropatie da malattie autoimmuni
Mialgie
Deficit articolari
Quadri degenerativi
Stiloidite radiale
Sindrome del tunnel carpale
Rizoartrosi
Epitrocleite
Patologie adduttorie
Gonartrosi
Tendinite rotulea
Cisti di Backer
Distorsione tibio-tarsica
Tendinite achillea
Borsiti
Fascite plantare
Metatarsalgia
Esiti di traumi ossei e legamentosi
Sindrome della cuffia dei rotatori
Capsuliti retrattili
Sindrome da conflitto sub-acromiale
Cervicalgia
Cervicobrachialgia
Lombalgia
Lombosciatalgia
Periartrite coxo-femorale
Coxalgie/coxartrosi


Nei programmi riabilitativi post chirurgici (interventi di artroprotesi)
L'Intervista del 2013

PERCHÉ SOTTOPORSI AL TEST HPV? Il cancro della cervice e' il secondo tumore piu' diffuso tra le donne a livello mondiale. In Italia ogni anno 3milioni di donne si ammalano di cancro della cervice e un terzo di queste purtroppo muore. L'HPV - cioe' il Papillomavirus Umano - e' la causa principale di questa grave malattia.

Come si trasmette l' HPV
L' HPV si trasmette prevalentemente con l' attivita' sessuale. Oggi si ritiene che l' infezione da HPV sia una delle piu' comuni malattie sessualmente trasmesse. La sua massima incidenza si ha nelle persone di eta' compresa tra i 20 e i 40 anni.

Cosa provoca l' HPV
Le manifestazioni dell' HPV possono essere variabili a seconda dei distretti anatomici interessati. Le lesioni che si sviluppano a livello della cute perineale e perianale, e quelle che si sviluppano a carico di vulva e vagina sono visibili a occhio nudo (vengono pertanto definite lesioni condilomatose clinicamente evidenti) e vanno sotto il nome di condilomi. Questi hanno l' aspetto di lesioni rilevate, verrucose, di dimensioni variabili, singole o plurime. A livello del collo dell' utero solitamente le lesioni di tipo condilomatoso non sono visibili ad occhio nudo, ma per essere riconosciute richiedono l' esame colposcopico (vedi la pagina sulla Colposcopia). Spesso a livello del collo dell' utero le lesioni da HPV si associano a lesioni di tipo displasico (CIN o Neoplasia Cervicale Intraepiteliale, oppure SIL o Lesione Intraepiteliale Squamosa). La condilomatosi a livello cervicale per il fatto di non essere visibile a occhio nudo viene definita subclinica.

Come si fa diagnosi di HPV
Alla diagnosi di infezione da HPV si puo' giungere attraverso diverse metodiche. Diagnosi clinica Le lesioni che si sviluppano a livello della cute perineale e perianale, che vanno sotto il nome di condilomi, sono riconoscibili a occhio nudo in occasione della visita ginecologica. Per una loro piu' accurata valutazione e' di aiuto la vulvoscopia (esami della vulva con l' ausilio del Colposcopio).

Pap-test e Colposcopia
Le lesioni da HPV localizzate sul collo dell' utero non sono visibili a occhio nudo, ma possono essere identificate con altri mezzi: PAP-test (citologia), Colposcopia, biopsia, immunoistochimica. Il Pap-test permette di identificare i coilociti. Vanno sotto questo nome le cellule cervicali che manifestano all' esame microscopico delle alterazione dovute all' azione del virus HPV. Inoltre il Pap-test segnala se oltre alla coilocitosi sono presenti cellule di tipo displasico (Displasie, oppure CIN, oppure SIL). La Colposcopia permette di valutare sul collo dell' utero l' esistenza e la localizzazione delle lesioni segnalate dal Pap-test, e quindi consente di individuare con precisione la sede su cui effettuare una biopsia mirata che portera', con l' esame istologico, alla diagnosi definitiva.

Test HPV
Si tratta di un test che permette di rilevare la presenza del virus HPV prima ancora che le cellule del collo dell'utero presentino alcun cambiamento visibile. Questo test consente pertanto di identificare con grande anticipo le donne a rischio di cancro del collo dell'utero.

Un test HPV positivo non vuol dire che una donna sviluppera' un cancro della cervice uterina, ma fornisce ulteriori informazioni su potenziali rischi e raccomanda quindi di effettuare controlli piu' accurati. E' quindi possibile riconoscere in anticipo qualsiasi segno di sviluppo della malattia con conseguente possibilita' di fare un trattamento efficace.

Per effettuare il test HPV, si preleva un campione di cellule dal collo dell'utero allo stesso modo che per il Pap test. Il campione viene poi trasportato al laboratorio dove verra' analizzato.

Le ricerche evidenziano che il metodo piu' efficace per rilevare ad uno stadio iniziale i segni di un cancro del collo dell'utero consiste nell'eseguire un Pap-test insieme ad un test HPV. E' stato dimostrato che questo approccio combinato consente di rilevare circa il 97% delle malattie del collo dell'utero di grado elevato.

Un Pap-test negativo (cioe' normale) insieme ad un test HPV negativo garantisce al 99% di correre un rischio veramente minimo di avere o sviluppare un cancro del collo dell'utero e consente di ritornare a ripetere lo screening (Pap-test) agli intervalli di routine. Dal punto di vista pratico il test HPV puo' particolarmente essere utile nelle seguenti condizioni:

Punto 1
come integrazione nello screening di donne con piu' di 35 anni. Infatti oltre questa eta' e' molto probabile che la presenza di virus HPV al alto rischio sia indicativa di infezione persistente ad alto rischio di degenerazione verso lesioni gravi del collo.

Punto 2
quando si hanno risposte del Pap-test dubbie o lievemente alterate le cui cause, a volte, non sono chiare nemmeno con la colposcopia, e la cui possibile evoluzione non e' prevedibile.

Punto 3
per un controllo nel tempo (il cosiddetto follow up) di donne che hanno ricevuto trattamenti medici o chirurgici per lesioni del collo. In questo caso il test HPV e' indispensabile per valutare la possibile persistenza dell' infezione virale con possibilita' di recidiva della malattia..

Terapia
La terapia delle lesioni da HPV sara' variabile secondo il tipo e la sede delle lesioni da trattare. I condilomi presenti a livello di perineo, vulva e vagina vanno distrutti mediante diatermocoagulazione con elettrobisturi o mediante vaporizzazione con laser. In occasione del trattamento e' opportuno prelevare qualche condiloma da sottoporre ad esame istologico per una conferma della diagnosi. Per quanto riguarda le lesioni a livello del collo dell' utero e' determinante l' eventuale associazione di una Displasia e il grado di quest' ultima (lieve, moderata o grave). Nel trattamento di queste lesioni e' sempre raccomandabile poter effettuare l' esame istologico di tutta la lesione asportata. Pertanto sono sconsigliati quei metodi di trattamento che mirano alla distruzione della lesione (diatermocoagulazione o vaporizzazione laser) senza possibilita' di esame istologico. Sono invece da preferire quei trattamenti che consistono nella escissione di tutta la lesione (ansa diatermica, conizzazione o laser-conizzazione) e possibilita' quindi di un suo esame istologico.

Prevenzione
Essendo l' HPV trasmesso il piu' delle volte attraverso l' attivita' sessuale, la prevenzione si basa su un comportamento sessuale attento nel prevenire ogni genere di infezioni. In particolare si raccomanda l' uso del profilattico in occasione di rapporti sessuali con persone infette e in caso di rapporti sessuali occasionali. Inoltre, per il precoce riconoscimento delle infezioni da HPV e la prevenzione delle lesioni ad esso associate (displasie) e' fondamentale un regolare controllo con il Pap-test e , quando necessario, con la Colposcopia.
L'Intervista del 2013

CHE COS'e'...
L'osteoporosi e' una malattia caratterizzata da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, al quale consegue un aumento della fragilita' ossea e quindi del rischio di fratture. Questa malattia non ha sintomi caratteristici, e senza esami diagnostici viene scoperta quando e' gia' in fase molto avanzata. L'osteoporosi a stata inserita dall'Organizzazione mondiale della Sanita' tra le patologie di grande rilevanza sociale, al pari delle neoplasie, dell'arteriosclerosi e dell'ipertensione. Un'apposita commissione ha rilevato che il 40% delle donne in eta' superiore ai 50 anni puo' essere considerata affetta da osteoporosi. e' certo che questa patologia interessa il 70% delle donne di eta' superiore ai 70 anni. Se la malattia non e' riconosciuta in tempo e curata le ossa, divenute molto fragili, possono andare incontro a deformazioni e di conseguenza fratture specialmente alle vertebre e all'anca, con gravi conseguenze fisiche, difficolta' lavorative, invalidita' e danno economico per la societa'. Quindi risulta importantissimo poter diagnosticare e curare in tempo questa malattia prima che evolva in stadi avanzati.

COME SI DIAGNOSTICA L'OSTEOPOROSI

1. Esami di laboratorio:
Alcuni esami del sangue e delle urine, se alterati, possono contribuire a indicare il rischio di osteoporosi.

2. Radiografia dello scheletro:
Non consente una diagnosi precoce ma evidenzia alterazioni gia' molto avanzate delle ossa o diagnostica fratture gia' in atto.

3. Valutazione della densita' ossea:
e' l'esame che consente una valutazione precoce ed esatta della perdita di calcio. Utilizza particolari tecniche dette di MINERALOMETRIA OSSEA (DENSITOMETRIA OSSEA O M.O.C.) la quale consente di stabilire rapidamente la densita' ossea di tutto lo scheletro. Esame semplice, veloce, non invasivo e molto efficace

Presso la Casa di Cura viene utilizzata la tecnica D.E.X.A., considerata la piu' innovativa ed efficace, nel valutare anche le piu' piccole variazioni densitometriche. L'apparecchio usato di recentissima produzione, e' della GENERAL ELETTRIC MEDICAL SISTEMS, considerato fra i migliori per la misurazione minerale di calcio sia dei tratti segmentari ossei (rachide lombare, anche , femori, avambracci, ecc) che l'intero corpo (total body).

Nell'esame total body, oltre ad evidenziare la densita' minerale di tutti i distretti ossei, viene valutata contemporaneamente anche la quantita' massa grassa e massa magra di tutto il corpo. L'esame e' di breve durata, completamente innocuo e non richiede alcuna preparazione e non comporta disturbi. Il referto viene elaborato immediatamente.

FATTORI DI RISCHIO
Tutte le persone che presentano uno o piu' di queste caratteristiche hanno un rischio maggiore di sviluppare l'osteoporosi: Menopausa precoce e amenorrea
Abitudini sedentarie e immobilita'
Scarsa assunzione di calcio negli alimenti
Eccessiva magrezza
Terapie con cortisonici
Fumo
Familiarita'

COME PREVENIRE L'OSTEOPOROSI

L'attivita' fisica
Una corretta attivita' fisica, stimolando l'intero metabolismo ed in particolare il tessuto osseo, puo' impedire l'inizio del processo di osteoporosi o ritardarne l'evoluzione. Alle persone in buone condizioni fisiche e' consigliabile una passeggiata di 2-3 Km al giorno.

L'alimentazione
Per prevenire o ritardare l'insorgenza dell'osteoporosi e' indispensabile assumere una adeguata quantita' di calcio, il costituente piu' importante dello scheletro. Il fabbisogno quotidiano di calcio e' di 800 mg., ma aumenta con la menopausa sino a 1200-1600 mg. Esistono farmaci ed integratori a base di calcio, ma ,e' utile anche abituarsi ad introdurlo con l'alimentazione quotidiana, dal momento che e' presente in molti alimenti. La tabella qui riportata indica il contenuto in calcio dei principali alimenti, in base al quale e' possibile assicurare l'apporto alimentare di questo prezioso elemento. (Tenere presente che alcuni degli alimenti ricchi di calcio contengono anche forti quantita' di grassi e di sodio, quindi la loro assunzione deve essere valutata anche in relazione ad eventuali patologie)
L'Intervista del 2013

Il tema delle intolleranze alimentari e' molto attuale e ha causato, soprattutto negli ultimi anni, l'apertura di molti dibattiti. Gia' Ippocrate aveva compreso l'importanza della qualita' e quantita' del cibo, fondamentale per la nostra salute. "che l'alimento sia la tua medicina e la tua medicina sia il tuo alimento, ma gli alimenti possono diventare anche veleno" Le intolleranze o meglio ipersensibilita' alimentari non provocano quasi mai delle reazioni violente ed immediate nell'organismo, e quindi spesso non sono direttamente collegabili all'assunzione del cibo che le determina. Si parla di intolleranza vera e propria nelle intolleranze al lattosio, o al glutine morbo celiaco, intolleranze con reazioni importanti del nostro organismo. Le altre intolleranze alimentari possono essere ricomprese nelle ipersensibilita' alimentari. Queste reazioni di intolleranza o ipersensibilita' ad un alimento sono dose-dipendenti (proporzionali alla quantita' di alimento introdotto) al contrario delle allergie che sono dosi indipendenti; i sintomi sono legati all'accumulo di sostanze non tollerate dall'organismo e compaiono con un certo ritardo rispetto all'assunzione del cibo.

Quali reazioni possono essere riconducibili ad una intolleranza alimentare? Le intolleranze alimentari si manifestano quasi sempre con una sintomatologia generale piu' o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc.) oppure addirittura con modificazioni cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, ecc.); spesso sono correlate a disordini del peso corporeo, sia aumento del peso che riduzione del peso corporeo.

sintomi generali:
stanchezza cronica - sonnolenza - ritenzione idrica - aumento della sudorazione - obesita'.

apparato gastro-enterico:
difficolta' digestive - gonfiore addominale - senso di nausea - dolore e crampi addominali - iperacidita' gastrica - gastrite - ulcera gastro-duodenale - colite -- diarrea - stitichezza - flatulenza - eruttazione - aerofagia - emorroidi.

apparato cutaneo:
orticaria - acne - eczema - dermatite - psoriasi - cellulite.

sistema nervoso:
cefalea - emicrania - alterazione dell'equilibrio - ansia - depressione - irritabilita' -scarsa memoria - difficolta' di concentrazione.

apparato respiratorio:

difficolta' respiratoria - asma - tosse - raucedine - eccesso di muco - rino-faringite - sinusite - bronchite ricorrente.

sistema cardio-circolatorio:
alterazione della pressione arteriosa - palpitazioni

apparato uro-genitale:
disturbi della libido - infiammazioni uro-genitali.

sistema muscolo-articolare:
crampi - spasmi - tremori muscolari - debolezza muscolare - dolori articolari e muscolari - infiammazioni muscolo-tendinee.

Che test esistono e cosa valutano, sono tutti parimenti validi ed affidabili? Oggi vengono proposti vari test per la valutazione delle intolleranze alimentari che pero' hanno una labile evidenza scientifica (es. test citotossico, biorisonanza, vega test, e.a.v., analisi del capello, alcatest, dria test ecc..). Questi test si basano su metodiche analitiche non specifiche, non sensibili, non ripetibili; quindi nel complesso non attendibili.

Il test che eseguimo presso lacasa di cura nuova villa claudia invece valuta le igg ed e' una prova allergometrica. Questo test innovativo e altamente preciso, e' in grado di rilevare le reazioni avverse innescate da alcune proteine alimentari, sostenute da anticorpi di classe g (igg).Le allergie vengono invece sostenute dalle ige L'incidenza delle ipersensibilita' alimentari o intolleranze sono molto frequenti e ne soffre un'alta percentuale della popolazione. e' un'ipersensibilita' individuale dovuta ad una predisposizione costituzionale o un eccessivo consumo di determinati alimenti,

Una volta fatto il test cosa bisogna fare?
Il giusto approccio diagnostico da seguire e' quello di escludere qualsiasi patologia clinicamente e strumentalmente obiettivabile, correlata da esami ematochimici, per svelare patologie occulte, (per es. -- sempre piu' vi sono casi di celiachia non diagnosticate per anni e poi svelatesi improvvisamente) Conoscere gli alimenti non tollerati dal paziente offre l'opportunita' di impostare una alimentazione varia e personalizzata, in modo da eliminare i disturbi ed evitare l'insorgenza di nuove intolleranze. L'eliminazione dalla dieta dell'alimento risultato positivo al test, comporta un netto miglioramento delle condizione di salute.

Un regime alimentare corretto e personalizzato, se protratto nel tempo, predispone al mantenimento o al recupero dello stato di salute. Nella pratica, i risultati ottenuti consentono la correzione di abitudini alimentari scorrette, permettendo la prevenzione o la cura di numerosi disturbi. La risposta del test che si esegue a Nuova Villa Claudia informa il paziente e da informazioni scritte molto esaustive sulle combinazioni alimentari con le rotazioni alimentari che vanno fatte.

Come si effettua questo test per l'intolleranza alimentare?
e' un prelievo di sangue che viene effettuato presso la struttura la mattina a digiuno.

Ma quanto costa fare questo test
Il test puo' essere eseguito su un numero variabile di alimenti. Il test base contempla circa 90 alimenti tra quelli maggiormente utilizzati nella dieta mediterranea, questo tipo di test ha un costo di 160 Euro ed e' quello piu' richiesto. Poi c'e' il test piu' accurato nel senso che analizza ben 184 alimenti valutando anche alimenti piu' ricercati. Questo tipo di esame con una pannellatura di 184 alimenti ha un costo di 250 Euro

La scelta del test ovviamente si basa sui sintomi del paziente e sull'utilizzo che deve fare degli alimenti. Se la paziente ha problematiche alimentari con difficolta' al calo ponderale noi consigliamo il pannello di 184 alimenti in quanto permette una rotazione alimentare maggiore durante la dieta.

Per informazioni ulteriori infoline 06.36797.560 - Per eseguire il test basta presentarsi direttamente allo sportello accettazione la mattina per il prelievo. non serve appuntamento.
L'Intervista del 2013

E' una tecnica radiologica non invasiva che permette di visualizzare l'intero colon tramite l'esecuzione di una TAC VOLUMETRICA MULTISTRATO dell'addome; il tempo tecnico per acquisire le immagini non supera i 2 minuti!

La preparazione intestinale per una colonscopia virtuale e' piu' tollerabile rispetto alla preparazione richiesta per la colonscopia tradizionale.

Le immagini ottenute vengono successivamente elaborate da un software dedicato che consente la ricostruzione del colon in 3D con la possibilita' da parte del medico radiologo di studiarlo navigando virtualmente al suo interno. L'esame consente inoltre la valutazione degli organi addominali come una tradizionale TAC, cosa non consentita dalla colonscopia tradizionale, garantendo cosi' la possibile individuazione di altre patologie eventualmente presenti nell'addome e non conosciute.

Allo stato attuale la Colonscopia virtuale e' indicata nei pazienti con: sangue occulto nelle feci
scarsa tollerabilita' alla esecuzione della colonscopia tradizionale
colonscopia tradizionale gia' effettuata ma incompleta
tumore colico occlusivo
per pazienti anziani
per soggetti in cui le condizioni generali non permettano l'esecuzione di una procedura invasiva come la colonscopia convenzionale.

La scarsa invasivita' della colonscopia virtuale rende l'esame estremamente sicuro con pericolo di complicanze di tipo chirurgico estremamente ridotto.
Cos’è il G-Scan o meglio la risonanza magnetica sottocarico in piedi? In cosa è innovativa?

Il G-Scan è una piattaforma di risonanza magnetica aperta dedicata allo studio completo dell'apparato muscolo-scheletrico. La struttura a magnete permanente "aperta e rotante" è la chiave di volta dell'approccio innovativo, dove la posizione del paziente diventa parte integrante dell'esame diagnostico. La rivoluzionaria apparecchiatura è da qualche giorno in funzione a Nuova Villa Claudia che aggiunge così un nuovo tassello a un reparto già all’avanguardia nel panorama nazionale dell’assistenza sanitaria privata e convenzionata. Dell’ultima “diavoleria” diagnostica abbiamo parlato col dott. Massimo Pellegrini, Direttore Tecnico del Reparto di diagnostica per immagini presso la Casa di Cura convenzionata Nuova Villa Claudia.

Qual è l’obiettivo di G-SCAN?

“Quello dello studio del paziente in tutti i distretti osteo-articolari, a partire dalla colonna vertebrale sia in posizione distesa sia soprattutto in posizione ortostatica e cioè sotto il carico del peso corporeo. Inoltre, sono possibili studi dinamici dei distretti esplorabili tramite sequenze dedicate. La possibilità di osservare e studiare le più comuni patologie nella loro effettiva posizione meccanica ortostatica a confronto con gli esami nella loro posizione tradizionale, può essere utile dal punto di vista clinico, medico-sportivo, fisiatrico, ortopedico, chirurgico e medico-legale”.

Per quale tipo di esame è particolarmente consigliato?

“Pensato come un sistema aperto di tipo avanzato, G-SCAN risonanza magnetica sottocarico in piedi è innanzitutto adatto a tutte le applicazioni muscolo-scheltriche di tipo tradizionale, con performance ottimali in tutte le articolazioni, inclusa la colonna vertebrale; quindi si soddisfano le esigenze di imaging in ambito generale e soprattutto in ambito fisiatrico-ortopedico, traumatologico medico-sportivo e medico- legale. La risonanza magnetica sotto carico è molto utile, oltre per lo studio della colonna vertebrale, anche per lo studio degli arti inferiori nei pazienti che lamentano sintomi soprattutto in ortostatismo, in particolar modo nel conflitto femoro-acetabolare, nella patologia meniscale del ginocchio, nelle lesioni osteocondrali del ginocchio e del domo astragalico a livello della caviglia. E' possibile simulare situazioni di carico in alcune articolazioni non naturalmente sottoposte a carico, come ad esempio per la spalla, per il gomito e per il polso”.

Quali sono le peculiarità del rivoluzionario apparecchio?

“G-Scan è non solo una risonanza tradizionale in posizione sdraiata, in cui l'apparato non è sottoposto alle normali sollecitazioni, ma un’innovazione per oltrepassare i limiti: per angoli da 0° fino a 90°, che è la naturale posizione eretta, otterremo numerosi angoli di carico adatti a studiare in modo nuovo le sollecitazioni a cui è sottoposto lo scheletro e l'apparato muscolare. In questo modo si potranno meglio interpretare le interazioni meccaniche tra le varie strutture anatomiche quando sottoposte al carico del peso corporeo, e si potranno esaminare diversi distretti anatomici come piede, caviglia, ginocchio, anca, spalla e colonna in posizione eretta, ottenendo una diagnosi differenziale rispetto a una diagnostica tradizionale in posizione sdraiata, soprattutto nei casi di instabilità articolare.

Perché si dice che il G-Scan è in grado di risolvere il problema dei cosiddetti esami «falsi negativi»?

Molti esami eseguiti in posizione orizzontale possono non rilevare nulla, mentre il dolore persiste. L'esame in piedi cambia la prospettiva. Non solo: spesso l'osservazione degli esami eseguiti in posizione verticale ha portato a cambiare terapia.

Quindi, per riassumere, quali sono i punti di forza della nuova Risonanza Magnetica sottocarico in piedi?

Il primo è la possibilità di ruotare il magnete da zero a 90 gradi, con il Paziente sul lettino ed eseguire un esame sotto carico Il secondo punto di forza è che è una macchina veramente aperta (ideale quindi per chi soffre di claustrofobia); infatti la conformazione architettonica del magnete, aperto a forma di G, offre la possibilità di effettuare l'esame a pazienti claustrofobici, cioè a quei soggetti che mal tollerano stare in ambienti chiusi ed angusti quali il "tunnel" degli apparecchi di Risonanza Magnetica.

Per i suoi colleghi Medici vogliamo riassumere quali sono le potenzialità diagnostiche del G-Scan?

Il G-Scan è rivoluzionario in tutte le patologie in cui il concetto di biomeccanica delle articolazioni e di instabilità è fonte di problema.
Valutazione neurologica ed ortopedica delle patologie degenerative della colonna pre-trattamento chirurgico o farmacologico
Valutazione posturale ed ortopedica delle patologie derivanti da cause di disallineamento osteo-articolare
Valutazione ortopedica delle patologie osteo-articolari da stress (Medicina Sportiva)
Valutazione neurologica ed ortopedica dell'efficacia del trattamento chirurgico effettuato

A Nuova Villa Claudia la tecnologia ha sempre un occhio di riguardo per il paziente.

Certo, difatti nel nostro Centro sono stati curati alcuni particolari per rendere confortevole e maggiormente accettabile da parte del paziente l'esecuzione dell'inadgine, tra i quali una grossa finestra con vista sul verde del parco della Casa di Cura. Il magnete di tipo aperto a campo verticale, l'omogeneità di campo elevata e l'avanzato sistema di rotazione rendono il sistema G-SCAN come unico esempio di avanguardia nella diagnostica in campo articolare che và ad integrare e completare tutte le altre apparecchiature nel campo dell'imaging di ultima generazione delle quali Nuova Villa Claudia è già attrezzata”.

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