Gastroenterologia - Proctologia

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

Presso la  Casa di Cura convenzionata Nuova Villa Claudia è possibile effettuare lo studio e la cura delle patologie a carico dello stomaco, dell'intestino e in più in generale di tutto l'apparato digerente.
I principali disordini del colon - retto - anali e gastroenterologici sono la
Stipsi cronica -  prolasso rettale - incontinenza fecale -  rettocolite  ulcerativa - poliposi familiare - neoplasia rettale -stenosi anale -fistole sacrococcigee - fistole perianali - emorroidi - cistiti interstiziale - prolasso genitale - sindrome dispeptica - neoplasie digestive - ragadi - prurito anale - sanguinamento.
Queste  malattie  provocano  situazioni di dolore e di disagio  e possono condizionare  la vita dei pazienti,talvolta anche con gravi  conseguenze e complicanze.

La stitichezza o stipsi consiste nella abituale defecazione insufficiente o difficoltosa, con feci secche e dure.
E' indispensabile eseguire comunque qualunque cura solo dopo la visita di uno specialista esperto in colonproctologia che inquadri nel giusto ruolo situazioni di reale sofferenza, talvolta subdole, che nel tempo potrebbero complicarsi o divenire gravi.
La diagnosi di stitichezza può essere fatta solo dopo indagini specifiche (che variano spesso da una persona ad un'altra) in base ai sintomi specifici, e, soprattutto, in relazione agli accertamenti già svolti ed alla storia clinica.
La ragade anale è una piccola ferita, simile a quelle che insorgono nella plica labiale dopo la febbre o nel capezzolo durante l'allattamento; in considerazione della sede e della contaminazione fecale non guarisce facilmente.
Nelle fasi iniziali può provocare lievi fastidi come prurito o modesto sanguinamento.
Quando invece la malattia é in fase più avanzata, il dolore ed il sanguinamento (con anemia anche grave) si fanno sempre più intensi, specialmente dopo la defecazione accompagnata dalla sensazione dolorosissima "come di una lametta che tagli" e andare di corpo può diventare un vero incubo.
Le fistole perianali sono piccoli tunnel, anche numerosi, che mettono in comunicazione la cute intorno all'ano (perianale) con l'interno del canale anale.
La storia clinica è talvolta subdola poiché spesso possono esordire con modesto fastidio o una piccola tumefazione che può regredire anche spontaneamente.
In genere sono precedute da un ascesso perianale con forte dolore, notevole tumefazione e febbre elevata; in questi casi non guariscono quasi mai spontaneamente ma diviene impellente rivolgersi ad uno specialista veramente esperto .
Le emorroidi possono essere frequentemente causa o conseguenza della stitichezza.
Le vene emorroidarie sono dei cuscinetti venosi che hanno la funzione di rendere elastico il canale anale e provvedere, insieme agli sfinteri, alla continenza delle feci e dei gas.
Il canale ano-rettale, per vari motivi, tende a "scendere" (età, sforzi, alimentazione errata, stitichezza, ecc.) e si spinge in basso oltre l'orifizio anale, talora sino al prolasso.
Sono varie le possibilità di terapia chirurgica e, se eseguite da specialisti veramente esperti, danno ottimi risultati, specie nel prolasso emorroidario.

Prestazioni e Trattamenti effettuabili

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

La visita specialistica gastroenterologica o colon-proctologica prevede l'inquadramento clinico generale con :
Colloquio anamnestico e valutazione in dettaglio con questionario specifico.
Raccolta dei dati clinici in una cartella personalizzata, che seguirà il paziente anche nei successivi controlli.
Visita chirurgica.
Definizione e consenso al protocollo diagnostico.
Saranno inoltre programmati controlli periodici, svolgendo così anche una concreta azione di prevenzione dei tumori digestivi, specie del colon-retto che rappresentano la causa più frequente di malattie tumorali.
Si effettuano esami specifici quali :
- Gastroscopia
- Breath Test
- Helicobacter Pilory
- Colonscopia
- Colonscopia Virtuale

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

La Colonscopia virtuale è una tecnica NON invasiva  descritta per la prima volta nel 1994 che permette di visualizzare l’intero colon tramite l’esecuzione  di una TAC  dell’addome dopo insufflazione di aria nell’intestino.
Le immagini acquisite sono analizzate da un software che ricostruisce la superficie del colon con la possibilità da parte del medico radiologo di studiarlo navigando virtualmente al suo interno come in videogame, ecco perché si chiama virtuale.
L’esame consente inoltre la valutazione degli organi addominali come una tradizionale TAC.
La Colonscopia Virtuale non richiede sedazione o somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso.

A chi  è rivolta la Colonscopia Virtuale:

  • Pazienti oltre i 50 anni (screening)
  • Pazienti prima dei 50 anni che annoverino casi di tumore del colon - retto in famiglia (anamnesi  familiare positiva)
  • Pazienti con fattori di rischio per carcinoma del  colon - retto (obesità, sedentarietà, diabete di  tipo 2, dieta a  basso contenuto di fibre, ecc.)
  • Pazienti che, per varie ragioni, non vogliano o non possano sottoporsi a colonscopia tradizionale
  • Pazienti che, pur essendosi sottoposti ad una colonscopia tradizionale, non abbiano potuto completare l’esame fino al ceco (ad es. per diverticolosi)
MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI
Campagna di Screening del carcinoma anale da HPV nei pazienti omosessuali o bisessuali
 
Il carcinoma anale, causato dall’infezione da HPV o papillomavirus, rappresenta il 2.5% delle neoplasie del sistema digerente con oltre 7000 nuovi casi/anno negli USA, e un importante incremento dei casi negli ultimi 30 anni.
 
L'HPV è un'infezione che colpisce più notoriamente la cervice uterina ma può interessare anche altre sedi del corpo come l'ano e la cavità orale.
 
Negli ultimi anni l'incidenza del cancro anale o le eventuali lesioni precancerose è aumentata soprattutto nei pazienti HIV positivi e nei maschi omosessuali HIV negativi.
 
Di conseguenza è in incremento la mortalità causata dal cancro anale in entrambe queste popolazioni.
 
Quali sono i fattori di rischio?
 
Fattori di rischio riconosciuti sono i rapporti anali, promiscuità tra i partners ed omosessualità maschile. Agenti trasmissibili per via sessuale come il papilloma virus, e il virus del HIV hanno un ruolo etiologico nell’insorgenza di tumori anali.
 
Parlare oggi di prevenzione, quindi, significa anche affrontare nuove prevenzioni per patologie che aumentano a causa delle nostre abitudini sessuali.
 
Quali sono le popolazioni a rischio?
Sicuramente le persone affette dal virus HIV (70/100.000) e gli omosessuali maschi HIV negativi (37/100.000) sono maggiormente a rischio, ma anche donne che hanno rapporti anali con più uomini.
 
Le persone omosessuali o bisessuali devono essere messe a conoscenza del fatto che possono andare incontro a tumore maligno del tratto anale con un’incidenza 20 volte maggiore rispetto agli eterosessuali. Addirittura gli omosessuali maschi con infezione da HIV hanno un rischio 2 volte maggiore rispetto ad omosessuali maschi HIV negativi e 60 volte rispetto alla popolazione generale.
 
La relazione tra HIV, HPV e Carcinoma  Anale
 
Vi è, negli omosessuali maschi HIV positivi, una prevalenza dell’infezione da HPV  prossima al 100% 
 
Questo porta ad un aumento del rischio di progressione dalla displasia di basso grado a quella di alto grado per l’immunodepressione.
 
 
La terapia
Ad oggi non esiste una terapia specifica per il trattamento dell’infezione da HPV.
 
Il trattamento oggi possibile è solo quello delle manifestazioni cliniche dell’infezione (condilomi, lesioni precancerose, neoplasie).
 
La prevenzione primaria: il vaccino per l’HPV
Una speranza contro questa malattia può arrivare dal vaccino: non una nuova formulazione, ma proprio lo stesso vaccino anti-Hpv che viene praticato alle ragazze prima che diventino sessualmente attive. Uno studio americano ha rivelato che il medesimo vaccino, praticato agli adolescenti omosessuali, può proteggere chi ha rapporti anali dal cancro dell'ano.
 
La prevenzione secondaria
 
Queste rilevazioni avvalorano in modo importante l’implementazione degli screening di prevenzione per tale patologia.
 
Le linee guida italiane prevedono di eseguire annualmente un esame citologico anale nei casi di omosessualità e nel caso di positività all’HPV anche l’anoscopia annuale.
 
Lo screening quindi prevede un test sulle cellule anali che permette di valutare la presenza o meno del Papilloma virus a tale livello. In caso di presenza di HPV a livello anale il paziente verrà sottoposto alla anoscopia per valutare la presenza o meno di manifestazioni cliniche dell’HPV. Qualora fossero presenti tali manifestazioni cliniche il paziente potrà eseguire una biopsia e poi trattarle attraverso varie metodiche più o meno invasive.
 
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