Ambulatorio di Oncologia

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

L' Oncologia (dal greco óncos = massa e logos = studio) è la branca della medicina che studia le neoplasie o tumori.
I due termini sono sinonimi e vengono comunemente interscambiati nel linguaggio comune.
Questa branca della medicina viene comunemente definita cancerologia dagli autori francofoni.
Col termine di  Oncologia clinica  individuiamo tutte quelle specialità mediche che si occupano della diagnosi e del trattamento delle neoplasie umane, mentre con quello di Oncologia sperimentale quelle specialità che studiano i meccanismi molecolari alla base delle neoplasie o dei tumori.

 

OncoArte: nasce il primo progetto che attraverso l’arte aiuterà a capire il cancro, a diffondere speranza, a divulgare il concetto della prevenzione.

Importante strumento di comunicazione, sensibilizzazione e volano di speranza nei confronti dei pazienti.
 
Chiunque abbia assistito malati affetti da cancro conosce bene l’angoscia che questa diagnosi provoca nel malato e nelle persone che gli sono vicine, cosiì come lo sconvolgimento della vita che le procedure terapeutiche a volte impongono, indipendentemente dai risultati ottenuti. E' un'esperienza che inevitabilmente non può non coinvolgere nel profondo anche chi “sta dall’altra parte”. Umanizzare il percorso di cura in oncologia significa, quindi, riconoscere e accogliere anche questo bagaglio emozionale e porsi al servizio dell’utente sintonizzandosi su un ventaglio più ampio di bisogni, direttamente o indirettamente espressi, attraverso interventi concreti che restituiscano un senso autentico alla sua sofferenza e alla sua dignità umana. 
Altre volte abbiamo visto come un esame diagnostico preventivo abbia cambiato la vita di una persona dandole la speranza di aver scoperto la malattia in tempo. Altre volte non siamo arrivati in tempo. Eppure ancora molte persone sottovalutano la prevenzione e non ne comprendono l’importanza.
 
È indubbio che la volontà di vivere non è un’astrazione teorica, ma una realtà fisiologica con caratteristiche terapeutiche. La dottoressa Ana Aslan (Bucharest 1897-1988), gerontologa e geriatra di fama internazionale, sosteneva che la creatività è un aspetto della volontà di vivere, produce impulsi vitali cerebrali che stimolano la ghiandola pituitaria, provocando effetti sulla ghiandola pineale o l’intero sistema endocrino. Tale volontà è una finestra perennemente aperta sul futuro. Essa fa apparire alla persona tutto l’aiuto che il mondo esterno può darle e mette questo in connessione con la capacità propria dell’organismo di combattere la malattia. Rende il corpo umano capace di trarre il massimo da sé stesso magari esprimendosi con l’arte attraverso la quale la ricerca della perfezione non è da considerarsi una presunzione o una eresia, ma la più elevata manifestazione di un grande disegno fisico e spirituale.
“La speranza – sostiene Jerome Groopman, ematologo, oncologo e scrittore di Boston – non deve venire mai meno in quanto rappresenta il sentimento confortante che proviamo quando scorgiamo con l’occhio della mente il cammino che può condurci a una condizione migliore…

 

Prestazioni e Trattamenti effettuabili

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI
L’arte può essere un’arma contro il cancro, avendo un potenziale comunicativo grandissimo e un qualsiasi messaggio potrebbe essere percepito più facilmente e avvertito come ‘reale’ se è trasmesso attraverso immagini, piuttosto che con un semplice testo scritto.
Lo spettatore-osservatore può così comprendere quanto siano importanti la salvaguardia dei diritti del paziente, la ricerca medico-scientifica, la prevenzione oncologica e la possibilità di garantire a tutti la migliore assistenza possibile. 
Sulla base delle riflessioni precedentemente condivise, l’idea alla base dell’iniziativa “OncoArte” è stata la messa in luce della femminilità che spogliandosi di quei veli di seta colorati mette “a nudo” il proprio coraggio e si trasmette ad altre donne che non osano mostrare la loro mutata bellezza, che può servire ad aumentare l’attenzione sul problema e sulle nuove terapie disponibili. Si tratta di donne “coraggiose”, eroine non dell’azione ma della sofferenza, protagoniste di un’itinerante rappresentazione, modelli loro malgrado improvvisate ma nello stesso tempo professionali per diffondere a tutti che non esiste solo la malattia e che il cancro lo si può vincere anche attraverso l’arte.
 
MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

Tutto è nato dalla testimonianza di una paziente durante il convegno “Dalla prevenzione alla cura: il tumore della mammella in un Centro di Senologia” organizzato dal Centro di Senologia Nuova Villa Claudia il 25 Novembre 2017. Dalle sue parole è emersa la voglia di ricominciare per riconoscere sé stesse e prendersi cura del proprio Io, e nel contempo condividere l’umana solidarietà. E’ emersa anche chiara la forza con cui ha combattuto contro un male che non le voleva lasciare speranze. Dopo esserci confrontati con la paziente e l’artista intervenuta in sala abbiamo pensato che un racconto per immagini potesse aiutare quelle pazienti, quei mariti, quei padri e quelle madri che devono affrontare una battaglia come quella contro la malattia di una moglie o di una figlia. Loro, le donne, sono i veri guerrieri, ma i parenti devono essere presenti, forti, fiduciosi e sorridenti. Devono “coprire le spalle” al loro combattente. Le varie tecniche artistiche e i molteplici materiali permettono di immaginare, raccontare ed esprimere pensieri, vissuti ed emozioni affidandosi al potere evocativo delle immagini.

L’OncoArte può aiutare anche gli operatori sanitari a prendere in considerazione alcuni aspetti della patologia che a volte trascurano nel corso del percorso terapeutico, ad esempio le conseguenze che la malattia può avere sulla sessualità, il rapporto medico-paziente, gli effetti collaterali delle terapie. Potrebbe essere applicata inoltre nella fase ricostruttiva che ha come finalità la prevenzione del disagio.

L’OncoArte deve anche arrivare a far comprendere importanza della prevenzione. La donna ha un’arma importante che non sempre sa di avere. Può giocare di anticipo sul cancro, sconfiggendolo. Anche questo deve essere il messaggio dell’OncoArte. Insegnare alle donne come e quando fare prevenzione.
 
L’OncoArte racconta, evoca, provoca e suggerisce cos’è la vita e le sue passioni, senza remore o indugi… Una sorta di “dinamismo intellettuale” per contrastare un “nemico” che non è intellettuale…
 
 
MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI
Il progetto OncoArte nasce dalla volontà della Casa di Cura Nuova Villa Claudia di continuare e implementare, attraverso nuove strade, la divulgazione del concetto di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie tumorali. L’importanza dell’umanizzazione del percorso di prevenzione, diagnosi e di cura può essere supportata dall’arte, arte che arriva nel cuore delle persone che possono, ognuna diversamente, percepire il messaggio che la persona colpita da tumore lancia attraverso questo nuovo veicolo. Non sono fotografie che immortalano un attimo del percorso della paziente e ritraggono la malattia, ma sono espressioni di tutto un percorso, del coraggio, della sofferenza che si racconta e si trasforma nella speranza e nella vittoria. Ecco perché Nuova Villa Claudia ha ideato il progetto OncoArte
Ma la speranza è anche quella di coinvolgere le future donne, le ragazze di oggi che, attraverso l’arte possono avvicinarsi a questi argomenti così difficilmente affrontabili in altro modo. Difatti la Casa di Cura, in accordo con una scuola liceale romana, darà la possibilità a delle giovani studentesse di affiancarsi all’artista in questo percorso partecipando e collaborando nella realizzazione dell’opera.
Una sinergia tra medicina e arte che, fondendosi, supporteranno tutte le donne che combattono coraggiosamente la loro guerra contro il cancro al seno, divulgheranno l’importanza della prevenzione e renderanno il messaggio fruibile da tutti in modo semplice e diretto.
L’auspicio è che questa esperienza “pilota” possa essere riproposta ed articolata in modo persino più strutturato nei vari reparti oncologici, per l’importanza della sua valenza terapeutica nel percorso di elaborazione del vissuto da parte dei pazienti e dei loro familiari e nell’ottica di una progressiva umanizzazione delle esperienze di ricovero in oncologia. 
 
MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

Sono fermamente convinta che l’arte può essere un’arma contro il cancro, avendo un potenziale comunicativo grandissimo, un qualsiasi messaggio potrebbe essere percepito più facilmente e avvertito come ‘reale’ se è trasmesso attraverso immagini, piuttosto che con un semplice testo scritto.

“In quanto donna mi sta molto a cuore questo argomento, poterle incoraggiare e rafforzare tramite l'arte, l' uso del colore, della luce, delle immagini, della materia, mi rende felice! Provo una grande gioia e mi sento molto fortunata di far parte di questo innovativo e meraviglioso progetto ... OncoArte.

Le pratiche “cromoterapiche" infatti venivano già usate nell'antico Egitto, il colore era parte integrante di ogni aspetto della vita. Quando si diceva che non era possibile vedere il colore degli Dei significava che non si poteva conoscere o comprendere completamente l’essenza.

Nell'arte i colori parlano, identificano, comunicano, il verde per esempio, era il colore della vegetazione e della nuova esistenza.
I colori hanno sempre avuto la loro importanza in ogni civiltà, erano considerati fonti di vita.
La "profilassi"artistica che andrò ad eseguire si dividerà in due fasi, la prima fase é più tecnica, affiancherò il medico creando un calco 3D che verrà utilizzato dopo la mastectomia per poter ricostruire il seno nella sua forma originale, non snaturando l'armoniosità del corpo.
La seconda fase è più creativa, empatica, emozionale, tutto é vibrazione nel cosmo come nel corpo e nella vita. La nostra armonia e disarmonia possono essere alterate attraverso gli stimoli che riceviamo dall'ambiente esterno, che inevitabilmente influenzeranno il nostro stato vitale, se non é abbastanza alto. Il mio desiderio é quello di trasmettere onde positive attraverso immagini di riferimento, vibrazioni cromatiche , materiche, stimolando  e trasformando la loro energia, dissipando così l'oscurità, il colore nero che da sempre rappresenta la negazione, la paura, l'incertezza. Il mio obiettivo è diffondere in loro coraggio, forza, determinazione.
Voglio colorare la loro anima e creare insieme l' opera d' arte che simboleggerà la loro vittoria.”

Valentina Sisto 

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI
I calchi in gesso di Valentina Sisto rappresentano lo specchio dell'iniziativa di “Nuova Villa Claudia” ... il progetto “OncoArte”.
Il calco permetterebbe una ricostruzione particolarmente attendibile, molto vicina all’originale.
A tutto vantaggio di una ripresa complessiva della paziente, sostenuta in tal modo da un corroborante apporto psicologico.
Quindi un calco in gesso che riproduce la mammella.
Ci sono rischi di allergie?
Sono assolutamente insignificanti e, nel caso di donne in gravidanza, non si ravvisa alcuna controindicazione per la puerpera e per il feto, come ampiamente confermato da ostetriche e ginecologi.
Stesso discorso per la riproduzione 
degli organi mammari prima dalla mastectomia.
Tecnicamente come nascono le opere di Valentina Sisto?
L'artista di Bari, Valentina Sisto, utilizza ome base del calco delle bende gessate, strisce di cotone traforate pronte per essere impregnate con
acqua per una rapida essiccazione. E poi, il gesso, materiale naturale e completamente atossico. Grazie a tali caratteristiche le bende gessate sono ideali per prendere il calco di qualsiasi tipo di oggetto e, in modo particolare, per realizzare calchi anatomici, come il viso, le pance e i seni.
Recentemente fa ricorso anche all’alginato che le consente 
di migliorare la percezione di alcuni particolari.
Comunque, un’innovazione non trascurabile, visto che si 
passa dalla bidimensionalità alla tridimensionalità dell’opera d’arte”.
 
MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI
Nel mesi di ottobre, mese della prevenzione del tumore del seno, presso la Casa di Cura Nuova Villa Claudia, verrà realizzato un evento-mostra durante il quale tutte le opere realizzate saranno esposte. 
Ogni opera sarà presentata dalla paziente che ne è stata la musa ispiratrice, da un piccolo filmato della sua esperienza artistica, da un racconto dei momenti più belli di questo percorso, come anche dei più dolorosi.
L’opera verrà poi messa all’asta dalla stessa paziente ed il ricavato verrà devoluto in beneficienza ad un istituto di ricerca contro il tumore del seno.
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Campagna di Screening del carcinoma anale da HPV nei pazienti omosessuali o bisessuali
 
Il carcinoma anale, causato dall’infezione da HPV o papillomavirus, rappresenta il 2.5% delle neoplasie del sistema digerente con oltre 7000 nuovi casi/anno negli USA, e un importante incremento dei casi negli ultimi 30 anni.
 
L'HPV è un'infezione che colpisce più notoriamente la cervice uterina ma può interessare anche altre sedi del corpo come l'ano e la cavità orale.
 
Negli ultimi anni l'incidenza del cancro anale o le eventuali lesioni precancerose è aumentata soprattutto nei pazienti HIV positivi e nei maschi omosessuali HIV negativi.
 
Di conseguenza è in incremento la mortalità causata dal cancro anale in entrambe queste popolazioni.
 
Quali sono i fattori di rischio?
 
Fattori di rischio riconosciuti sono i rapporti anali, promiscuità tra i partners ed omosessualità maschile. Agenti trasmissibili per via sessuale come il papilloma virus, e il virus del HIV hanno un ruolo etiologico nell’insorgenza di tumori anali.
 
Parlare oggi di prevenzione, quindi, significa anche affrontare nuove prevenzioni per patologie che aumentano a causa delle nostre abitudini sessuali.
 
Quali sono le popolazioni a rischio?
Sicuramente le persone affette dal virus HIV (70/100.000) e gli omosessuali maschi HIV negativi (37/100.000) sono maggiormente a rischio, ma anche donne che hanno rapporti anali con più uomini.
 
Le persone omosessuali o bisessuali devono essere messe a conoscenza del fatto che possono andare incontro a tumore maligno del tratto anale con un’incidenza 20 volte maggiore rispetto agli eterosessuali. Addirittura gli omosessuali maschi con infezione da HIV hanno un rischio 2 volte maggiore rispetto ad omosessuali maschi HIV negativi e 60 volte rispetto alla popolazione generale.
 
La relazione tra HIV , HPV e Carcinoma  Anale
Vi è, negli omosessuali maschi HIV positivi, una prevalenza dell’infezione da HPV  prossima al 100% 
 
Questo porta ad un aumento del rischio di progressione dalla displasia di basso grado a quella di alto grado per l’immunodepressione.
 
 
La terapia
Ad oggi non esiste una terapia specifica per il trattamento dell’infezione da HPV.
 
Il trattamento oggi possibile è solo quello delle manifestazioni cliniche dell’infezione (condilomi, lesioni precancerose, neoplasie).
 
La prevenzione primaria: il vaccino per l’HPV
Una speranza contro questa malattia può arrivare dal vaccino: non una nuova formulazione, ma proprio lo stesso vaccino anti-Hpv che viene praticato alle ragazze prima che diventino sessualmente attive. Uno studio americano ha rivelato che il medesimo vaccino, praticato agli adolescenti omosessuali, può proteggere chi ha rapporti anali dal cancro dell'ano.
 
La prevenzione secondaria
Queste rilevazioni avvalorano in modo importante l’implementazione degli screening di prevenzione per tale patologia.
 
Le linee guida italiane prevedono di eseguire annualmente un esame citologico anale nei casi di omosessualità e nel caso di positività all’HPV anche l’anoscopia annuale.
 
Lo screening quindi prevede un test sulle cellule anali che permette di valutare la presenza o meno del Papilloma virus a tale livello. In caso di presenza di HPV a livello anale il paziente verrà sottoposto alla anoscopia per valutare la presenza o meno di manifestazioni cliniche dell’HPV.
Qualora fossero presenti tali manifestazioni cliniche il paziente potrà eseguire una biopsia e poi trattarle attraverso varie metodiche più o meno invasive.
 
 
 
MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

Presso la Casa di Cura Nuova Villa Claudia è possibile effettuare:
- Analisi Cliniche
- Esami Diagnostici Specifici

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