Chirurgia dell'Orecchio

Presso la Casa di Cura Nuova Villa Claudia si effettua la Ricostruzione del padiglione auricolare affetto da microtia con la nuova Tecnica chirurgica MEDPOR.
Vista la sua complessa impalcatura cartilaginea, il padiglione auricolare è una delle parti del corpo umano più difficili da riprodurre e ricostruire. Nonostante tutto, già dalla fine degli anni ’50 sono state messe a punto delle tecniche in grado di ricostruire il padiglione auricolare utilizzando la cartilagine costale.
Nel 1991 il chirurgo americano John Reinisch ha sviluppato la tecnica per l'impianto di una protesi in polietilene poroso ad alta densità che nel corso degli ultimi 20 anni si è sempre più affermata come la metodologia più efficace nella trattazione della microtia.

Quali pazienti possono essere trattati con la protesi per il trattamento della microtia?
L'impianto di una protesi consente la ricostruzione dell’orecchio adatta ai bambini dai 3 anni in su ma che è stata utilizzata con successo anche in pazienti di 50-60 anni.

Recentemente è stato eseguito con successo a Nuova Villa Claudia l’intervento sulla parte mancante del padiglione auricolare.
Ancora una volta Nuova Villa Claudia balza agli onori delle cronache sanitarie di eccellenze cliniche grazie al primo intervento di Microtia: a effettuarlo con successo è stato il Dott. Roberto Scalco, chirurgo plastico di chiara fama. 
Grazie al Dott. Roberto Scalcospecialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso  Nuova Villa Claudia ci siamo addentrati nella conoscenza di un quadro clinico ai più sconosciuto.
Infatti, non è un caso che la Microtia si verifichi in 1 su 8.000-12.000 nascite, generalmente a carico di un singolo orecchio, spesso il destro.

 

 

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

Prestazioni e Trattamenti effettuabili

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

Medpor una nuova tecnica in chirurgia dell'orecchio per microtia, sviluppata nel 1991 dal Dottor. John Reinisch.
Nel 1991 il chirurgo americano John Reinisch ha sviluppato la tecnica per l'impianto di una protesi in polietilene poroso ad alta densità che nel corso degli ultimi 20 anni si è sempre più affermata come la metodologia più efficace nella trattazione della microtia.

 

  • Chi può sottoporsi a questo intervento?
  • In cosa consiste l’intervento e il post-operatorio?
  • Quali sono i vantaggi e i risultati reali per i pazienti?
  • Quali pazienti possono essere trattati con la protesi per il trattamento della microtia?

L'impianto di una protesi consente la ricostruzione dell’orecchio adatta ai bambini dai 3 anni in su ma che è stata utilizzata con successo anche in pazienti di 50-60 anni.

In cosa consiste?
La tecnica consiste nella creazione di una struttura di polietilene sulla quale viene impiantata la pelle del paziente.
Si tratta di un impianto  biocompatibile al 100% ed utilizzato con successo in oltre 250mila casi dalla sua introduzione oltre 20 anni fa.
Prima dell’intervento il chirurgo plastico realizzerà una proiezione completa dell’orecchio che viene modificata in modo da avere la stessa forma del padiglione sano.
L’operazione viene eseguita in anestesia generale.
Dopo aver collocato la protesi, viene su di essa innestata la pelle del paziente, prelevata dallo strato sottostante il cuoio capelluto (denominato “lembo”), come se fosse una “membrana vivente”.
La protesi è porosa: i vasi sanguigni e la pelle possono quindi integrarsi con il materiale, rendendola parte viva del corpo.
 
Qual è il post-operatorio dopo l’intervento?

Al termine dell’intervento il chirurgo plastico applicherà un coperchio in silicone sull’orecchio per favorire la guarigione e la corretta
modellazione.
Visite di controllo vengono normalmente programmate 1-2 giorni dopo l’intervento e a circa due settimane dall’operazione.

Quali sono i vantaggi per i pazienti che utilizzano questa tecnica?
La ricostruzione dell’orecchio con protesi in polietilene poroso ad alta densità ha numerosi vantaggi che la portano ad essere considerata come la migliore soluzione possibile in casi di microtia:
tutto si svolge in una singola seduta operatoria; può essere eseguita in giovanissima età, migliorando l’udito, diminuendo le difficoltà nel linguaggio ed evitando stress psicologico ai bambini prima di andare a scuola; la ricostruzione del canale uditivo può essere effettuata in contemporanea a quella del padiglione auricolare; essendo legata al tessuto del paziente, la protesi è di solito molto robusta e consente di praticare qualsiasi attività sportiva.

Quali sono i risultati di questo trattamento?
Grazie all’elevato grado di qualità chirurgica di cui si avvale, la protesi lascia un numero minore di cicatrici rispetto alle tecniche tradizionali,
poiché non prevede un incisione del cuoio capelluto, sul quale non saranno presenti segni visibili. L’orecchio viene costruito delle stessa forma di quello sano, con un’armoniosa protrusione rispetto alla testa, ma ha dimensioni da adulto.
Apparirà quindi più grande per diversi anni, ma al raggiungimento della maturità i pazienti trattati avranno un aspetto naturale, una maggiore fiducia in se stessi, oltre che vantaggi funzionali legati ad una miglior capacità uditiva.

MAMMOGRAFIA CON TOMOSINTESI

La Microtia è una deformità congenita che colpisce il padiglione auricolare e che comporta un mancato sviluppo dell’orecchio durante il primo trimestre della gravidanza.
La Microtia è nel 90% dei casi monolaterale, colpisce più frequentemente l’orecchio destro e si presenta 2-3 volte più spesso negli uomini rispetto alle donne.
La microtia ha un’incidenza di circa 1 su 8000 neonati e in Italia si registrano circa 90 nuovi casi l’anno.
 

Esistono 4 gradi di microtia:
grado 1:
orecchio piccolo, anatomia abbastanza normale, e spesso assenza del canale uditivo o con un canale stretto;
grado 2:
minima anatomia dell’orecchio, trago sviluppato, 1/3 dell’orecchio è di solito normale, assenza del canale auricolare o canale stretto;
grado 3:
forma di microtia più comune, caratterizzata da parti di orecchio piccole e non sviluppate e dall’assenza del canale;
grado 4:
noto anche come anotia, totale assenza di resti dell’orecchio e del canale.

Qual è la causa della microtia?
La causa della microtia è sconosciuta.
Di solito non viene rilevata in ecografie prenatali e solo in pochi casi vi sono dei precedenti nella stessa famiglia.
Non è frutto di un comportamento sbagliato in gravidanza, pertanto i genitori non devono incolparsi della malformazione che ha colpito il bambino.

Quali sono le condizioni associate alla microtia?
Tutti i bambini con microtia presentano una atresia o una stenosi uditiva. L’atresia consiste nella mancanza totale del condotto uditivo esterno e del timpano.
La stenosi, invece, è un restringimento del canale e la presenza di un timpano più piccolo del normale.
Entrambe queste patologie influenzano la capacità di percepire i suoni e si traducono una perdita uditiva più o meno significativa.
Non tutti i bambini con atresia o stenosi uditiva soffrono di microtia.
La microtia è di solito un fenomeno isolato nei neonati che non si accompagna normalmente ad altre anomalie.

Sindromi più comunemente associata alla microtia sono:
microsomia emifacciale, in cui le due metà del volto crescono in proporzioni diverse tra di loro;
Treacher Collins, coinvolge entrambe le orecchie e gli occhi, che si presentano con un’inclinazione verso il basso, gli zigomi sono più piccoli ed è interessata anche la mascella;
Goldenhar, entrambe le orecchie, il naso, il palato molle, le labbra e la mascella sono non completamente sviluppate; inoltre, i bambini colpiti hanno spesso anomalie alle ossa del collo e un tumore benigno dell’occhio.
 
Come si cura la microtia?
La microtia viene trattata chirurgicamente da diversi decenni ed esistono differenti tecniche.
Quella più efficace è stata elaborata nel 1991 dal chirurgo americano dottor John Reinisch che ha sviluppato protesi in polietilene poroso ad alta intensità in grado di offrire migliori risultati estetici con trattamenti meno invasivi per i bambini.

 


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