Servizio di Senologia

Il Servizio di Senologia a Nuova Villa Claudia è un
Modello organizzativo di assistenza Multidisciplinare.
Un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale personalizzato al servizio della donna, a zero tempi di attesa.
Gli Ambulatori di 
Senologia a Nuova Villa Claudia rappresentano una struttura altamente qualificata, specializzata nella prevenzione, diagnosi, terapia e follow-up (eseguire periodicamente controlli programmati, specifici e mirati) della patologia mammaria.

Caratteristica distintiva degli ambulatori è la prevenzione personalizzata basata sull’età e sulla storia familiare di ogni singola donna e l’approccio multidisciplinare della gestione clinico-assistenziale delle pazienti, basata sulla collaborazione e azione sinergica di diversi specialisti (chirurgo senologo, radiologo, anatomopatologo, oncologo, radioterapista, chirurgo oncoplastico, psico-oncologo, genetista, fisioterapista ) coinvolti nelle diverse fasi diagnostiche e terapeutiche della malattia.

Un'altra caratteristica è la consulenza genetica riservata alle pazienti che presentano una storia di rischio familiare elevata.
Tutte le persone che lavorano presso gli ambulatori di Senologia sanno che i risultati di una corretta gestione della patologia mammaria non si misurano soltanto in termini di sopravvivenza ma anche di qualità della vita, del reinserimento sociale e dei rapporti affettivi della donna operata al seno.
Il raggiungimento di questi risultati è legato alla capacità dell'équipe medica di far percepire alla donna di essere al centro dell'attenzione come persona e di sapere comunicare con lei e con la sua famiglia visto l'inevitabile coinvolgimento emotivo che la malattia comporta.

A Nuova Villa Claudia il percorso senologico è integrato, personalizzato e la diagnosi si fa entro 24 ore.
Infatti è stato messo in piedi un protocollo chiamato "One Stop Approach" che permette alle donne con sospetto di tumore al seno di disporre di visita chirurgica, mammografia e del prelievo ago-bioptico con relativa risposta istologica in giornata.
Non solo.
Se il sospetto dovesse confermarsi il protocollo garantirà in tempo reale un colloquio con il Chirurgo senologo oncoplastico.
Quindi nessuna lista d'attesa, nessuno stress aspettando l'esito di un esame dal quale può dipendere la vita.
Il protocollo "One Stop Approach" riduce la complessità e le tempistiche delle varie fasi procedurali e decisionali, ottimizzando l'utilizzo del l'equipe multidisciplinare dando risposte concrete!

La 
Senologia a Nuova Villa Claudia dispone di un’équipe polispecialistica dedicata e delle più moderne strumentazioni in campo senologico.
Sono eseguibili presso gli ambulatori di Senologia le seguenti prestazioni:
Visita senologica
Mammografia digitale diretta con tomosintesi
Ecografia mammaria ad alta risoluzione anche con agoaspirato
Risonanza magnetica della mammella
Prelievi sotto guida ecografica per esami citologici e microistologici
Biopsy Digit mammografia e biopsia
Solo dall’integrazione di più metodiche di prevenzione e diagnosi è possibile arrivare alla definizione diagnostica, anche dei casi più complessi, impostando così il trattamento più adeguato al singolo caso.

Prestazioni e Trattamenti effettuabili

La prevenzione rimane l'arma più efficace per rendere il tumore al seno guaribile nella maggior parte dei casi.
Secondo gli ultimi dati sull’incidenza e la prevalenza del cancro della mammella nella popolazione femminile italiana il numero di nuove neoplasie mammarie si attesta su valori sempre superiori a 40 mila all’anno, con un trend in aumento: erano 41.608 nel 2000 e in 6 anni si è registrata una crescita del 13,8%;.
Il maggiore incremento percentuale del numero di nuovi tumori della mammella si riscontra nelle donne di età compresa tra 25 e 44 anni (quasi 77 donne ogni 100 mila in questa fascia d’età, con un aumento del +28,6% in sei anni).
Per vincere il tumore al seno la tempestività della diagnosi rappresenta a tutt’oggi l’elemento fondamentale: minori sono le dimensioni della malattia al momento della sua individuazione, maggiori sono in genere le probabilità di guarigione definitiva.
La diagnosi precoce é importantissima anche per la qualità di vita delle donne.
Le moderne indagini, infatti, consentono di scoprire tumori di pochi millimetri che spesso non hanno ancora la capacità di diffondersi al di fuori del seno e possono essere efficacemente curati con interventi poco mutilanti e invasivi e, in genere, senza dover ricorrere alla chemioterapia.

Gli appuntamenti con la salute:Ogni donna, indipendentemente dall’età, deve consultare subito il Medico in presenza di sintomi sospetti:Noduli o addensamenti
Alterazioni o distorsioni del profilo mammario
Infossamenti, retrazioni o ulcerazioni della cute
Retrazione e o deviazione del capezzolo
Secrezioni dal capezzolo (in particolare se di aspetto siero-ematico e da un solo lato)
Lesioni cutanee del complesso areola-capezzolo
Ingrossamento dei linfonodi ascellari
Le probabilità di sviluppare un tumore della mammella aumentano progressivamente con il crescere dell’età
Nella tabella sono schematicamente riportate le raccomandazioni dei medici degli ambulatori di Senologia di  Nuova Villa Claudia sui controlli che tutte le donne dovrebbero effettuare in funzione della loro età:
Biennali  25 – 30 ANNIVisita senologicaEcografia 
 
Annuali   30 – 40 ANNIVisita senologica
Ecografia

Annuali oltre i 40 ANNIVisita senologica Mammografia Ecografia

Il Cancro al seno è stato collegato alla predisposizione familiare.
I dati più recenti indicano che esiste un rischio aumentato nelle persone con parenti di primo grado affetti da carcinoma della mammella, dell'ovaio, dell'endometrio e della prostata.
Il rischio aumentato però non sempre vuole dire ereditarietà, la quale è strettamente connessa alla trasmissione di specifici geni mutati.
Considerando l’insieme dei casi si possono distinguere divesri tipi di tumore al seno:

TUumore sporadico
Si parla di tumore “sporadico” quando non ci sono elementi per sospettare che la malattia in quella persona sia collegata alla presenza di un fattore predisponente.
Più dell’80% dei casi di tumore della mammella rientra in questa categoria. Oggi si considerano sporadici i tumori diagnosticati in donne che hanno più di 50 anni e senza parenti stretti (genitori, fratelli, figli) con tale malattia.
Tumore familiare
Si parla di tumore “familiare” quando le persone affette della famiglia sono consanguinei in stretto legame di parentela tra di loro (genitori, fratelli, figli).
Circa il 20% delle persone con tumore della mammella ha un precedente caso in famiglia.
Studi epidemiologici hanno dimostrato che avere un parente stretto con questo tumore aumenta di 2-3 volte il rischio di malattia.
Ciò può essere dovuto sia alla presenza di un gene predisponente sia alla condivisione di fattori ambientali che, indipendentemente dalla presenza di geni predisponenti, può portare ad un maggior rischio di sviluppare la malattia in famiglia.
Comunque, poiché il tumore della mammella è una malattia frequente dopo i 50 anni, la presenza di più casi diagnosticati in tale fascia d’età potrebbe essere dovuta, in alcune famiglie, unicamente al caso.
Tumore ereditario
Un numero esiguo di casi (circa 5-10%) di carcinoma della mammella è causato da un difetto genetico ereditario.
In questi casi è presente una singola alterazione genetica ereditabile in grado di conferire un alto rischio di tumore, anche in giovane età. L'ereditarietà è legata a due oncogeni che si trovano sul cromosoma 3 e sul cromosoma 17 e si chiamano BRCA 1 e BRCA 2.
Dagli studi compiuti si è visto che le donne portatrici di una mutazione del BRCA1 hanno un rischio complessivo di sviluppare il cancro al seno che può arrivare all'87% (quella presente nelle famiglie non predisposte non supera il 9-10%).
Se, per esempio, nella famiglia della paziente vi sono tre o più parenti prossime (mamma, nonna, zia, sorelle) ammalate di carcinoma alla mammella è realistico pensare ad una mutazione genetica ereditaria.
È importante sottolineare però che avere un parente o più con tumore al seno non significa per forza avere un tumore al seno ereditario, ma può semplicemente dire avere un rischio aumentato.
È però fondamentale che le donne con una storia familiare pesantemente positiva si sottopongano alle indagini genetiche per pianificare correttamente la loro prevenzione personale.

Mammografia con Tomosintesi 
Per sconfiggere il cancro al seno, la prevenzione resta l’arma fondamentale.
La mammografia è un esame fondamentale per la prevenzione del tumore della mammella.
Si tratta di una tecnica diagnostica morfologica (che studia quindi forma e struttura della mammella) e consente di rilevare lesioni mammarie in fase precoce, che si presentano sotto forma di opacità nodulari a margini irregolari, microcalcificazioni polimorfe, oppure aree di distorsione strutturale.
La mammografia è un esame che utilizza radiazioni ionizzanti, ma le tecniche recenti permettono di utilizzare una dose di radiazioni ionizzanti estremamente bassa.
Un interessante sviluppo tecnologico recente è rappresentato dall'applicazione della tecnica digitale.
Rispetto alla tecnica tradizionale (mammografia analogica), la mammografia digitale permette infatti di ridurre ulteriormente la dose di radiazione, a fronte di un'ottima qualità dell'immagine.
Il limite maggiore della mammografia però è rappresentato dalla "mammella densa", in cui strutturalmente prevale la quota di tessuto ghiandolare rispetto a quello adiposo, condizione presente soprattutto nelle donne giovani, in età fertile, ma comunque numericamente significativa anche nella donne ultracinquantenni.
In queste condizioni, la radiopacità omogenea indotta dal tessuto ghiandolare fa sì che ci sia una possibilità che la lesione non sia individuata.
La ricerca tecnologica ha perciò cercato di sopperire a tali limiti della mammografia sviluppando la tomosintesi mammaria.

La 
Mammografia con Tomosintesi  in pratica è  una mammografia tridimensionale ad alta definizione.


La Mammografia con Tomosintesi  è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’, dove appunto la mammella viene scomposta in tante immagini che poi, sovrapposte, ricostruiscono la figura della mammella nella sua completezza.

Tutto questo si traduce in un grande vantaggio per i seni difficili da leggere – ad esempio nei seni densi – che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate.
Il risultato è che aumenta l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che risulterebbero ‘invisibili’ con l’esame tradizionale”.
Da un punto di vista metodologico questa macchina di ultima generazione offre una prestazione simile ad una mammografia digitale, ma è meno dolorosa perché la compressione necessaria è inferiore.
Il costo dell’esame è praticamente uguale; rimane invariato il tempo di esposizione e inoltre l’aumento di radiazioni assorbite è assolutamente trascurabile.
Rispetto alla metodologia standard dell’esame 2D, però, lo studio 3D eseguito con tomosintesi permette un’analisi molto più accurata “strato per strato” della mammella.
Non tutte le unità Tomosintesi in commercio sono realizzate seguendo gli stessi criteri e ciò naturalmente porta a performance cliniche diverse da sistema a sistema.
L’unità Giotto Tomo di Nuova Villa Claudia, sviluppata dalla IMS,  utilizza soluzioni innovative, con angoli, dosi e metodo di ricostruzione ottimizzati.

Un unico sistema per Mammografia e  BiopsiaBiopsy Digit è un sistema per biopsia stereotassica ad alta precisione automatico e motorizzato, adatto per biopsia in posizione prona o verticale.
Il sistema è stato studiato come completo ideale per le unità FFDM Giotto IMAGE e DBT GIOTTO TOMO.
L’unità Biopsy Digit usato in combinazione con il mammografo digitale Giotto IMAGE, è l’unico sistema che utilizza lo stesso detector per mammografia e biopsia in posizione prona.
Sistema 2-in-1!
La conversione a unità per biopsia prona è facile e veloce, il dispositivo per biopsia stereotassica Biopsy Digit semplicemente va a sostituire il bucky.
Con un dolce movimento il braccio circolare si inclina fino a raggiungere la posizione orizzontale.
Passare dalla mammografia alla biopsia prona  non è mai stato così facile!

E' IDEALE ANCHE PER DISABILI

La chirurgia rappresenta, oggi, la prima opzione terapeutica per il trattamento del carcinoma mammario.
Negli ultimi 30 anni il trattamento chirurgico del tumore al seno è profondamente mutato:
la chirurgia conservativa ha progressivamente e definitivamente sostituito la mastectomia nel trattamento dei tumori in stadio iniziale.
Associata alla radioterapia infatti, essa è in grado di garantire alle pazienti le stesse percentuali di guarigione e migliori risultati estetici.
La diffusione dei programmi di screening ed il perfezionamento delle indagini diagnostiche hanno portato ad un incremento della diagnosi dei tumori di piccole dimensioni, non palpabili, ed all’elaborazione di sempre più accurate tecniche di localizzazione.
La tecnica del linfonodo sentinella, ovvero l’asportazione del primo dei linfonodi ascellari, per i tumori in stadio iniziale, ha permesso di evitare nella maggioranza dei casi l’asportazione di tutti i linfonodi ascellari in blocco, garantendo lo stesso risultato prognostico, con un’importante riduzione degli effetti collaterali.
L’introduzione della chirurgia oncoplastica, coniugando tecniche di chirurgia generale con quelle proprie della chirurgia plastica, ha consentito di superare il conflitto tra estensione della resezione chirurgica e risultato estetico finale contribuendo in maniera importante a migliorare la qualità di vita delle pazienti.
Anche quando, per il volume della neoplasia o per la sua estensione, si è costretti ad optare per un intervento di asportazione di tutto il tessuto mammario (mastectomia), nella stragrande maggioranza dei casi oggi si può risparmiare non solo il rivestimento cutaneo della mammella (mastectomia skin-sparing) ma anche il complesso areola-capezzolo (mastectomia neeple-sparing), permettendo così una ricostruzione mammaria con risultati estetici ottimali.
Per il trattamento del cancro della mammella gli ambulatori di Senologia di Nuova Villa Claudia dispongono di diverse tecniche d’avanguardia:
•  Biopsia radioguidata del linfonodo sentinella.
Questa tecnica ormai sostituisce la dissezione ascellare (asportazione chirurgica di tutti i linfonodi ascellari) nella stadiazione del carcinoma mammario.
•  Localizzazione mammografica e/o ecografica perioperatoria delle lesioni di più piccole dimensioni, pertanto non palpabili.
Ciò permette l’asportazione precisa e sicura della lesione, evitando una inutile ed  eccessiva demolizione di tessuto sano circostante, garantendo così un risultato estetico ottimale.
Terapie adiuvanti :
Dopo un intervento chirurgico al seno per la rimozione di un tumore, la domanda che si pone qualunque donna è:
tornerà il tumore?
Anche se le possibilità di averlo sconfitto sono molto elevate, non è possibile offrire una garanzia assoluta.
Pertanto molto spesso si consiglia alla paziente, dopo l’intervento chirurgico, di seguire una cura definita  “adiuvante" o "precauzionale" con l’obiettivo di consolidare nel tempo il buon risultato dell'operazione chirurgica, dando quindi una maggiore garanzia di una completa guarigione.
La terapia adiuvante del carcinoma mammario radicalmente operato può essere considerato uno dei maggiori successi in oncologia negli ultimi trent’anni.
Infatti, nonostante il costante aumento dei casi di tumore al seno, la mortalità nell'ultimo decennio è diminuita sensibilmente, non soltanto per effetto della diagnosi precoce attraverso programmi di screening, ma anche per l’efficacia della terapia adiuvante.
I trattamenti adiuvanti sono locali (radioterapia) e sistemici (chemioterapia, ormonoterapia e terapia biologica), proposti alle pazienti in base allo studio del singolo caso, delle caratteristiche del tumore, delle condizioni fisiche della donna, dei suoi desideri e delle sue necessità.

La radioterapia consiste nell'uso di radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule neoplastiche.
Nelle pazienti affette da neoplasia mammaria, la radioterapia viene utilizzata dopo la chirurgia per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre pertanto il rischio di una recidiva loco-regionale.
La radioterapia è in genere raccomandata nei casi in cui:
il trattamento del cancro della mammella prevede una chirurgia conservativa come la quadrantectomia;    
il tumore ha un diametro maggiore di 5 centimetri al momento della mastectomia;
in ogni caso, quando le cellule neoplastiche sono presenti in molti linfonodi.
L'irradiazione, a seconda dei casi, può quindi riguardare la mammella residua, la parete toracica e le stazioni linfonodali di drenaggio, tipicamente i linfonodi della regione ascellare e sovraclaveare.

La chemioterapia è un insieme di farmaci che normalmente viene somministrata per via endovenosa.
Non esiste un singolo trattamento di chemioterapia ma molteplici trattamenti differenti tra loro.
La chemioterapia postoperatoria dovrebbe essere intrapresa il prima possibile dopo l'intervento chirurgico (non più tardi di 4-6 settimane) e normalmente viene somministrata prima della radioterapia.
Le pazienti con neoplasia mammaria in prima istanza non suscettibile di chirurgia conservativa (ad esempio per le dimensioni della neoplasia), possono essere indirizzate a sottoporsi ad un trattamento chemioterapico preoperatorio noto come “chemioterapia primaria” (preparatoria o neoadiuvante); l’intervento chirurgico (trattamento loco-regionale) è rinviato alla conclusione di quello farmacologico sistemico con la possibilità di effettuare un intervento chirurgico conservativo e ottenere un miglioramento della prognosi in caso di completa regressione tumorale.

L’ormonoterapia viene utilizzata in presenza di tumori sensibili agli ormoni, cioè quando la crescita del tumore dipende dagli ormoni femminili: estrogeno e progesterone.
Il trattamento viene solitamente prescritto dopo la radioterapia e la chemioterapia (se necessaria).
Esistono vari tipi di farmaci e di solito la cura comporta l’assunzione di una pastiglia al giorno per un periodo di circa 5 anni.
È stato clinicamente provato che portare a termine l’intero ciclo di cura riduce di molto il rischio che il tumore si possa ripresentare.
Esistono varie classi di terapie ormonali con differenti meccanismi di azione (tamoxifene e fulvestrant) che bloccano l'attività degli ormoni estrogeni, mentre gli inibitori dell'aromatasi e gli analoghi LH-RH riducono la quantità di estrogeni prodotti dall'organismo.
Il trattamento ormonale è efficace solo in alcune pazienti, e cioè in donne che presentano tumori che esprimono positività dei recettori.
La terapia ormonale viene iniziata alla conclusione del trattamento chemioterapico, nei casi in cui trovano indicazione entrambe le opzioni.
In generale per le donne con tumore mammario ormonosensibile in premenopausa si raccomanda tamoxifene per 5 anni in associazione ad analoghi di LH-RH inducendo una menopausa temporanea.
Per le donne con tumore ormonosensibile in postmenopausa, invece, il trattamento di scelta include sempre un inibitore dell'aromatasi per 5 anni.
E’ ancora oggetto di studio l’utilità di prolungare il trattamento ormonale oltre i 5 anni.

La Terapia biologica:
Alcune donne hanno tumori le cui cellule presentano un’elevata quantità di un recettore chiamato “HER-2 neu”, attraverso il quale viene stimolata la crescita delle cellule tumorali.
Per combattere questo tipo di tumore è stato creato un anticorpo monoclonale (trastuzumab o Herceptin) che può essere combinato ad altri tipi di trattamenti.
Purtroppo è minima la percentuale di pazienti con tumore alla mammella che può beneficiare di questo anticorpo monoclonale che può essere utilizzato sia dopo l'intervento chirurgico (terapia adiuvante) sia in caso il tumore si ripresenti.
Questa terapia in fase adiuvante ha dato risultati estremamente positivi per le pazienti che esprimono HER2 neu ed è in grado di ridurre in maniera molto significativa il rischio di recidiva.
Attualmente l'anticorpo monoclonale creato per contrare questo recettore viene utilizzato dopo la chemioterapia e deve essere proseguito per un anno intero.

OncoArte: nasce il primo progetto che attraverso l’arte aiuterà a capire il cancro, a diffondere speranza, a divulgare il concetto della prevenzione.
Importante strumento di comunicazione, sensibilizzazione e volano di speranza nei confronti dei pazienti.
Chiunque abbia assistito malati affetti da cancro conosce bene l’angoscia che questa diagnosi provoca nel malato e nelle persone che gli sono vicine, cosiì come lo sconvolgimento della vita che le procedure terapeutiche a volte impongono, indipendentemente dai risultati ottenuti. E' un'esperienza che inevitabilmente non può non coinvolgere nel profondo anche chi “sta dall’altra parte”. Umanizzare il percorso di cura in oncologia significa, quindi, riconoscere e accogliere anche questo bagaglio emozionale e porsi al servizio dell’utente sintonizzandosi su un ventaglio più ampio di bisogni, direttamente o indirettamente espressi, attraverso interventi concreti che restituiscano un senso autentico alla sua sofferenza e alla sua dignità umana. 
Altre volte abbiamo visto come un esame diagnostico preventivo abbia cambiato la vita di una persona dandole la speranza di aver scoperto la malattia in tempo. Altre volte non siamo arrivati in tempo. Eppure ancora molte persone sottovalutano la prevenzione e non ne comprendono l’importanza.
 
È indubbio che la volontà di vivere non è un’astrazione teorica, ma una realtà fisiologica con caratteristiche terapeutiche. La dottoressa Ana Aslan (Bucharest 1897-1988), gerontologa e geriatra di fama internazionale, sosteneva che la creatività è un aspetto della volontà di vivere, produce impulsi vitali cerebrali che stimolano la ghiandola pituitaria, provocando effetti sulla ghiandola pineale o l’intero sistema endocrino. Tale volontà è una finestra perennemente aperta sul futuro. Essa fa apparire alla persona tutto l’aiuto che il mondo esterno può darle e mette questo in connessione con la capacità propria dell’organismo di combattere la malattia. Rende il corpo umano capace di trarre il massimo da sé stesso magari esprimendosi con l’arte attraverso la quale la ricerca della perfezione non è da considerarsi una presunzione o una eresia, ma la più elevata manifestazione di un grande disegno fisico e spirituale.
“La speranza – sostiene Jerome Groopman, ematologo, oncologo e scrittore di Boston – non deve venire mai meno in quanto rappresenta il sentimento confortante che proviamo quando scorgiamo con l’occhio della mente il cammino che può condurci a una condizione migliore…”
 
L’arte può essere un’arma contro il cancro, avendo un potenziale comunicativo grandissimo e un qualsiasi messaggio potrebbe essere percepito più facilmente e avvertito come ‘reale’ se è trasmesso attraverso immagini, piuttosto che con un semplice testo scritto.
Lo spettatore-osservatore può così comprendere quanto siano importanti la salvaguardia dei diritti del paziente, la ricerca medico-scientifica, la prevenzione oncologica e la possibilità di garantire a tutti la migliore assistenza possibile. 
Sulla base delle riflessioni precedentemente condivise, l’idea alla base dell’iniziativa “OncoArte” è stata la messa in luce della femminilità che spogliandosi di quei veli di seta colorati mette “a nudo” il proprio coraggio e si trasmette ad altre donne che non osano mostrare la loro mutata bellezza, che può servire ad aumentare l’attenzione sul problema e sulle nuove terapie disponibili. Si tratta di donne “coraggiose”, eroine non dell’azione ma della sofferenza, protagoniste di un’itinerante rappresentazione, modelli loro malgrado improvvisate ma nello stesso tempo professionali per diffondere a tutti che non esiste solo la malattia e che il cancro lo si può vincere anche attraverso l’arte.
Tutto è nato dalla testimonianza di una paziente durante il convegno “Dalla prevenzione alla cura: il tumore della mammella in un Centro di Senologia” organizzato dal Centro di Senologia Nuova Villa Claudia il 25 Novembre 2017. Dalle sue parole è emersa la voglia di ricominciare per riconoscere sé stesse e prendersi cura del proprio Io, e nel contempo condividere l’umana solidarietà. E’ emersa anche chiara la forza con cui ha combattuto contro un male che non le voleva lasciare speranze. Dopo esserci confrontati con la paziente e l’artista intervenuta in sala abbiamo pensato che un racconto per immagini potesse aiutare quelle pazienti, quei mariti, quei padri e quelle madri che devono affrontare una battaglia come quella contro la malattia di una moglie o di una figlia. Loro, le donne, sono i veri guerrieri, ma i parenti devono essere presenti, forti, fiduciosi e sorridenti. Devono “coprire le spalle” al loro combattente. Le varie tecniche artistiche e i molteplici materiali permettono di immaginare, raccontare ed esprimere pensieri, vissuti ed emozioni affidandosi al potere evocativo delle immagini.
 
L’OncoArte può aiutare anche gli operatori sanitari a prendere in considerazione alcuni aspetti della patologia che a volte trascurano nel corso del percorso terapeutico, ad esempio le conseguenze che la malattia può avere sulla sessualità, il rapporto medico-paziente, gli effetti collaterali delle terapie. Potrebbe essere applicata inoltre nella fase ricostruttiva che ha come finalità la prevenzione del disagio.
 
L’OncoArte deve anche arrivare a far comprendere importanza della prevenzione. La donna ha un’arma importante che non sempre sa di avere. Può giocare di anticipo sul cancro, sconfiggendolo. Anche questo deve essere il messaggio dell’OncoArte. Insegnare alle donne come e quando fare prevenzione.
 
L’OncoArte racconta, evoca, provoca e suggerisce cos’è la vita e le sue passioni, senza remore o indugi… Una sorta di “dinamismo intellettuale” per contrastare un “nemico” che non è intellettuale…

Il progetto OncoArte nasce dalla volontà della Casa di Cura Nuova Villa Claudia di continuare e implementare, attraverso nuove strade, la divulgazione del concetto di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie tumorali. L’importanza dell’umanizzazione del percorso di prevenzione, diagnosi e di cura può essere supportata dall’arte, arte che arriva nel cuore delle persone che possono, ognuna diversamente, percepire il messaggio che la persona colpita da tumore lancia attraverso questo nuovo veicolo. Non sono fotografie che immortalano un attimo del percorso della paziente e ritraggono la malattia, ma sono espressioni di tutto un percorso, del coraggio, della sofferenza che si racconta e si trasforma nella speranza e nella vittoria.
Ecco perché Nuova Villa Claudia ha ideato il progetto OncoArte

Ma la speranza è anche quella di coinvolgere le future donne, le ragazze di oggi che, attraverso l’arte possono avvicinarsi a questi argomenti così difficilmente affrontabili in altro modo. Difatti la Casa di Cura, in accordo con una scuola liceale romana, darà la possibilità a delle giovani studentesse di affiancarsi all’artista in questo percorso partecipando e collaborando nella realizzazione dell’opera.
Una sinergia tra medicina e arte che, fondendosi, supporteranno tutte le donne che combattono coraggiosamente la loro guerra contro il cancro al seno, divulgheranno l’importanza della prevenzione e renderanno il messaggio fruibile da tutti in modo semplice e diretto.
L’auspicio è che questa esperienza “pilota” possa essere riproposta ed articolata in modo persino più strutturato nei vari reparti oncologici, per l’importanza della sua valenza terapeutica nel percorso di elaborazione del vissuto da parte dei pazienti e dei loro familiari e nell’ottica di una progressiva umanizzazione delle esperienze di ricovero in oncologia. 
“In quanto donna mi sta molto a cuore questo argomento, poterle incoraggiare e rafforzare tramite l'arte, l' uso del colore, della luce, delle immagini, della materia, mi rende felice! Provo una grande gioia e mi sento molto fortunata di far parte di questo innovativo e meraviglioso progetto ... OncoArte.
Le pratiche “cromoterapiche" infatti venivano già usate nell'antico Egitto, il colore era parte integrante di ogni aspetto della vita. Quando si diceva che non era possibile vedere il colore degli Dei significava che non si poteva conoscere o comprendere completamente l’essenza.
Nell'arte i colori parlano, identificano, comunicano, il verde per esempio, era il colore della vegetazione e della nuova esistenza.
I colori hanno sempre avuto la loro importanza in ogni civiltà, erano considerati fonti di vita.
La "profilassi"artistica che andrò ad eseguire si dividerà in due fasi, la prima fase é più tecnica, affiancherò il medico creando un calco 3D che verrà utilizzato dopo la mastectomia per poter ricostruire il seno nella sua forma originale, non snaturando l'armoniosità del corpo.
La seconda fase è più creativa, empatica, emozionale, tutto é vibrazione nel cosmo come nel corpo e nella vita. La nostra armonia e disarmonia possono essere alterate attraverso gli stimoli che riceviamo dall'ambiente esterno, che inevitabilmente influenzeranno il nostro stato vitale, se non é abbastanza alto. Il mio desiderio é quello di trasmettere onde positive attraverso immagini di riferimento, vibrazioni cromatiche , materiche, stimolando  e trasformando la loro energia, dissipando così l'oscurità, il colore nero che da sempre rappresenta la negazione, la paura, l'incertezza. Il mio obiettivo è diffondere in loro coraggio, forza, determinazione.
Voglio colorare la loro anima e creare insieme l' opera d' arte che simboleggerà la loro vittoria.”
I calchi in gesso di Valentina Sisto rappresentano lo specchio dell'iniziativa di “Nuova Villa Claudia” ... il progetto “OncoArte”.
Il calco permetterebbe una ricostruzione particolarmente attendibile, molto vicina all’originale.
A tutto vantaggio di una ripresa complessiva della paziente, sostenuta in tal modo da un corroborante apporto psicologico.
Quindi un calco in gesso che riproduce la mammella.
Ci sono rischi di allergie?
Sono assolutamente insignificanti e, nel caso di donne in gravidanza, non si ravvisa alcuna controindicazione per la puerpera e per il feto, come ampiamente confermato da ostetriche e ginecologi.
Stesso discorso per la riproduzione degli organi mammari prima dalla mastectomia.
Tecnicamente come nascono le opere di Valentina Sisto?
L'artista di Bari, Valentina Sisto, utilizza ome base del calco delle bende gessate, strisce di cotone traforate pronte per essere impregnate con
acqua per una rapida essiccazione. E poi, il gesso, materiale naturale e completamente atossico. Grazie a tali caratteristiche le bende gessate sono ideali per prendere il calco di qualsiasi tipo di oggetto e, in modo particolare, per realizzare calchi anatomici, come il viso, le pance e i seni.
Recentemente fa ricorso anche all’alginato che le consente di migliorare la percezione di alcuni particolari.
Comunque, un’innovazione non trascurabile, visto che si passa dalla bidimensionalità alla tridimensionalità dell’opera d’arte”.
Nel mesi di ottobre, mese della prevenzione del tumore del seno, presso la Casa di Cura Nuova Villa Claudia, verrà realizzato un evento-mostra durante il quale tutte le opere realizzate saranno esposte. 
Ogni opera sarà presentata dalla paziente che ne è stata la musa ispiratrice, da un piccolo filmato della sua esperienza artistica, da un racconto dei momenti più belli di questo percorso, come anche dei più dolorosi.
L’opera verrà poi messa all’asta dalla stessa paziente ed il ricavato verrà devoluto in beneficienza ad un istituto di ricerca contro il tumore del seno.
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